About Us

Lavoro uguale sicurezza, lavoro uguale carceri meno affollate

05 Jul Lavoro uguale sicurezza, lavoro uguale carceri meno affollate

Luigi Ciotti e il Gruppo Abele aderiscono all’appello di Antigone per chiedere al Dap di non tagliare i contributi a favore di quelle cooperative e imprese che hanno assunto detenuti dentro o fuori dal carcere. Se ciò non accadesse migliaia di detenuti in misura alternativa sarebbero costretti a rientrare in carcere in quanto licenziati dai loro datori di lavoro, andando a peggiorare una situazione di affollamento penitenziario già insopportabile.

Sono finiti i soldi. Così l’amministrazione penitenziaria sta giustificando le proprie disposizioni con le quali ha creato il panico nelle carceri italiane. Non vi sarebbero più soldi per pagare i contributi a favore di quelle cooperative e imprese che hanno assunto detenuti dentro il carcere o detenuti fuori dal carcere. Si tratta di un tipico taglio non ragionato. Se ciò dovesse essere confermato, così come pare, migliaia di detenuti in misura alternativa rientreranno in carcere in quanto licenziati dai loro datori di lavoro andando a peggiorare una situazione di affollamento penitenziario già insopportabile. Non arrivano segnali dal Ministero della Giustizia diretti a risolvere il problema. Cooperative sociali, consorzi, associazioni, imprese non sarebbero nelle condizioni di proseguire nei loro lavori. Noi chiediamo al Dap di usare tutti i soldi della Cassa delle ammende, compresi i milioni già promessi per progetti non ancora avviati oppure le decine di milioni messe da parte per l’edilizia penitenziaria, allo scopo di dare copertura finanziaria alla legge Smuraglia quanto meno sino alla fine dell’anno. Non fare questo ora sarebbe un errore tragico.
Firma l’appello



Facebook

Twitter

YouTube