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Le risposte di Italia ed Europa sul tema delle migrazioni

10 Jun Le risposte di Italia ed Europa sul tema delle migrazioni

10.06.2015 | Narcomafie

Ci sono uomini, donne, bambini che fuggono da guerre e violenze indicibili o dalla fame e dalle carestie cercando un approdo nella parte ricca del mondo. Qui trovano democrazie che fanno a gara nel trovare parole di circostanza per esecrare quelle violenze (spesso da loro provocate con politiche di sfruttamento e forniture di armi) purché le vittime stiano lontane dalle nostre coste, dai nostri confini, dalle nostre regioni. C’è, addirittura, chi dice che, per proteggere la nostra fortezza, bisogna usare la forza e le armi, anche per difenderci dalle malattie e dal terrorismo che i migranti portano con sé (sic!). E c’è chi, apparentemente più moderato, dice che bisogna aiutare quei disperati “dall’altra parte del Mediterraneo”.Tutti poi concordano che i responsabili dell’invasione dell’Italia e dell’Europa sono gli “scafisti” da arrestare e condannare a pene esemplari previa distruzione, nei porti di partenza, dei barconi e delle carrette del mare da loro utilizzate. C’è da non crederci.Una considerazione generale, prima di tutto. La storia del mondo è storia di popoli che si spostano. L’Europa moderna è nata dalla grande migrazione successiva al crollo dell’impero romano e si è assestata attraverso spostamenti di popoli avvenuti per le ragioni più diverse. L’attuale popolazione degli Stati Uniti d’America era sconosciuta in loco appena seicento anni fa e meno del due per cento degli abitanti dell’Australia è erede degli indigeni che la abitavano a fine del Settecento, allorché vi approdarono i colonizzatori inglesi. Può piacere o no ma questo non cambia la realtà. Anche perché – come scriveva Kant oltre duecento anni fa – la terra è tonda e,  dunque, gli uomini «non possono isolarsi all’infinito, ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e a coesistere e, del resto, nessuno ha in origine maggior diritto di un altro a una porzione determinata della terra».

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