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Legalità: Unioncamere Marche – Libera contro le mafie

16 Jun Legalità: Unioncamere Marche – Libera contro le mafie

16.06.2014 | Ansa

Ancona – L’Unione regionale delle Camere di commercio delle Marche e Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, che da anni combatte la penetrazione della criminalità organizzata nel sistema produttivo, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la legalità nell’economia. Le due associazioni si impegnano a sostenere iniziative sui temi della formazione alla cultura della legalità, alla diffusione delle migliori esperienze sui territori e iniziative imprenditoriali legate all’utilizzo dei beni confiscati alla mafia. Secondo il procuratore generale di Ancona Vincenzo Macrì, intervenuto alla firma del Protocollo, “nelle Marche non ci troviamo di fronte all’occupazione del territorio da parte della criminalità organizzata ma assistiamo a infiltrazioni della camorra e delle mafie pugliesi, calabresi e, in parte siciliane”. ”Oltre ai tentativi di penetrazione di organizzazioni criminali italiane, altri aggregati associativi fanno capo alle nuove mafie, come quella cinese, romena, nigeriana e dell’Europa dell’Est. Organizzazioni che si occupano di droga, riciclaggio, attività turistiche lungo la costa delle Marche, lavori pubblici”. Il protocollo d’intesa è stato firmato per Unioncamere Marche dal presidente Adriano Federici e per Libera dal legale rappresentante Davide Pati. Sono intervenuti anche i presidenti delle Camere di Commercio di Pesaro Alberto Drudi, e di Ancona Rodolfo Giampieri, i quali hanno sottolineato come “il dimezzamento dei contributi camerali previsti dalla riforma del Governo, rischia di mettere in pericolo i servizi alle imprese, compresi quelli per aiutarli contro le mafie”.
Nelle Marche esistono 24 beni confiscati alla criminalità organizzata, di cui solo due riutilizzati a fini sociali. A Isola del Piano c’è una villa con 14 ettari di terreno, confiscata ad una famiglia legata alla ‘ndrangheta, che ospita i campi di volontariato di Libera e diverse attività culturali sul tema dell’antimafia. Era del boss della Banda della Magliana Niccoletti, l’altro bene confiscato, a Cupramontana, che oggi ospita una comunità residenziale per persone con problemi psichici, gestita da due cooperative: una sociosanitaria ed una agricola che coltiva i terreni. Obiettivo di Libera e Unioncamere Marche è attivarsi presso le istituzioni affinché anche gli altri beni confiscati alle mafie, possano essere utilizzati al più presto a fini sociali e messi a disposizione di cooperative di giovani. Si punta anche a creare start up di cooperative e imprese sociali che possano utilizzare aziende e beni confiscati alle mafie.
Per le sue caratteristiche socioeconomiche, le Marche rappresentano un possibile terreno privilegiato di reinvestimento speculativo dei proventi delle attività delittuose, specie nei settori delle infrastrutture, dell’edilizia, della ristorazione e del turismo alberghiero.
Unioncamere Marche e Libera creeranno un Gruppo di studio e di lavoro per analizzare i fenomeni di presenza delle organizzazioni mafiose nel territorio, accrescere la conoscenza sulle modalità di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale e contribuire al rafforzamento delle azioni di contrasto. E’ già attivo presso la Camera di commercio di Ascoli lo sportello per la legalità Sos Giustizia, un servizio di ascolto e assistenza alle vittime della criminalità organizzata, gestito da Libera. Unioncamere lo promuoverà presso gli imprenditori associati e su tutto il territorio regionale.
I NUMERI – La penetrazione della criminalità organizzata non è un pericolo remoto. Secondo le ultime relazioni semestrali della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) e della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) nelle Marche sono oltre 150 le persone denunciate o arrestate per reati associativi. In particolare nel 2013 in 5 operazioni di antiriciclaggio sono state arrestate 11 persone e denunciate 50. Sono stati inoltre denunciati 54 episodi di estorsione di cui 11 da parte di stranieri, 6 di usura, 4 di concussione e 3 di corruzione. La Dia è impegnata “per prevenire infiltrazioni mafiose sul costruendo asse viario Marche-Umbria” ed ha effettuato due controlli che hanno coinvolto 49 imprese e 134 persone”. ”Dati preoccupanti” secondo Davide Pati di Libera, cui vanno aggiunte due operazioni contro la camorra effettuate sempre dalla Dia nel 2013: l’operazione Titano, tra Marche e San Marino sul riciclaggio di capitali illeciti del clan Schiavone dei Casalesi e l’operazione Baffo D’Oro, che ha consentito di individuare un’associazione dedita alla turbativa dei pubblici incanti, con al vertice un pregiudicato legato al clan Pagnozzi.



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