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Legalità: Unioncamere, solo un italiano su 5 non rischio usura

20 Nov Legalità: Unioncamere, solo un italiano su 5 non rischio usura

20.11.2013 | Ansa


Solo un italiano su 5 può dirsi esente dal rischio usura. In meno di tre anni la stretta finanziaria ha posto sotto attacco anche società con un patrimonio sufficiente e nuovi territori sono diventati terreno per il prestito a tassi usurai: è l’allarme lanciato da Unioncamere che oggi ha promosso la “Giornata per la trasparenza e la legalità nell’economia”. “Nel 2012 – sottolinea un’analisi promossa dalla Camera di Commercio di Roma – l’area del basso rischio si è contratta, fino a comprendere solo il 18% della popolazione residente, circa 6 milioni in meno di quanto rilevato nel 2010″. Le province esenti sono poche: Bolzano, Sondrio, Cuneo, Belluno e Trento, mentre all’estremo opposto delle graduatoria della vulnerabilità si trovano Napoli, Caserta, Reggio Calabria, Caltanissetta e Trapani. “La crisi abbatte i redditi delle famiglie e delle imprese ed estende le maglie dell’usura anche su aree del Paese che fino a poco tempo fa risultavano impermeabili a questa piaga”, sottolineano le Camere di Commercio. “Se vogliamo continuare ad essere un paese che crede nell’impresa non si può prescindere dalla legalità”, ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, “l’economia illegale, dai mercati illeciti, all’usura, alla contraffazione e all’elusione fiscale, altera le regole del gioco e distorce il mercato, svilendo il lavoro e intimidendo la libertà d’impresa”. Pertanto, “la lotta alla criminalità economica è una priorità del terzo millennio”. “Vogliamo un’economia liberata dagli sprechi, dallo scempio ambientale, dalla zavorra del malaffare, dal lavoro nero. Bisogna salvare le imprese”, ha affermato don Luigi Ciotti, presidente di Libera che oggi ha firmato un accordo con le Camere di Commercio. Don Ciotti ha quindi spronato: “Siate eretici!”, nel senso di liberi nelle scelte: “Abbiamo bisogno di essere persone libere, non cortigiani di nessuno. Oggi è eretico chi mette la propria responsabilità al servizio degli altri”.



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