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Libera, 55 clan fanno affari con usura. A Roma tassi fino al 1.500%

30 Oct Libera, 55 clan fanno affari con usura. A Roma tassi fino al 1.500%

30.10.2012 | Ansa

Mafia: Libera, 55 clan fanno affari con l’usura. A Roma tassi fino al 1500%. Nasce la fondazione Interesse Uomo 
Roma – Sono 55 i clan mafiosi che negli ultimi due anni hanno fatto affari con l’usura, e che sono emersi nelle cronache giudiziarie. L’ultimo, legato alla famiglia Bifone, venuto alla luce in questi giorni con una operazione nel casertano. I tassi usuruai variano da regione a regione. In Puglia hanno raggiunto il 240% l’anno; in Calabria, nel vibonese, il 257%; nel Lazio le situazioni limite, con il record segnalato a Roma, un tasso del 1500% annuo, e del 1075% ad Aprilia.
E’ la denuncia di Libera, nel dossier ‘Bot delle mafie, fotografia di un paese strozzato’, che ha raccolta i dati pubblicati nelle relazioni antimafia e nelle chieste giudiziarie, avvertendo che questo e’ solo ‘la punta dell’iceberg. A quanto ammonta allora il sommerso?’. Libera lancia la Fondazione Antiusura ‘Interesse Uomo’, che per 10 anni ha operato nella sola provincia di Potenza. Tra i “cravattari” c’è il gotha delle mafie: i Casalesi, i Terracciano, i Casamonica. Il giro d’affari, anche per la difficolta’ di raccogliere denunce e’ difficile da quantificare. Secondo i riferimenti della Guardia di Finanza, a fronte delle oltre 18.000 segnalazioni per le quali nel periodo 2010-2011 si e’ completato l’approfondimento investigativo, 8.365 (circa il 46%) sono confluite in procedimenti penali aperti presso varie Procure per riciclaggio e reimpiego di proventi criminali, usura, abusivismo finanziario, truffa, reati tributari. Nonostante l’enorme sommerso, alcuni dati riferiti ai sequestri operati dalla magistratura in giro per l’Italia danno un’idea della portata economica: oltre 41milioni di euro al clan Terracciano in Toscana, 70 milioni di euro il tesoro sequestrato al clan Moccia nel napoletano; 15 milioni al clan Parisi in Puglia, 5 milioni di euro al clan calabrese Facchineri che operava in Lombardia, oltre 50 milioni di euro il tesoretto della famiglia dei Casamonica a Roma.
‘I dati segnalano una continua crescita dei crediti bancari in sofferenza, le banche rispondono con l’estinzione del credito, e la imprese vengono portate al fallimento. Le mafie si inseriscono come un cuneo in questo sistema, rispondendo subito con i contanti’, ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, commentando il dossier in una conferenza stampa, cui hanno partecipato anche il sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano, e il nuovo Commissario Straordinario del Governo antiracket e antiusura Elisabetta Belgiorno.
A lanciare l’allarme sulla connessione tra usura e mafia, anche il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ente con il quale la Fondazione antiusura collabora: ‘Abbiamo bisogno di un profondo cambio della cultura delle istituzioni e degli istituti finanziari: il sistema pubblico non riesce a mantenere i propri impegni, le aziende si rivolgono alla banche e di fronte a un diniengo vanno dalla criminalita. Il Sud in questi anni ha fatto un passo indiestro con una perdita del Pil del 10%, mentre la criminalita’ ne ha fatto una avanti”. ‘Noi amministratori – fa eco Piero Lacorazza, Presidente della Provincia – ci troviamo nel paradosso che le imprese a cui non paghiamo il dovuto per colpa del patto di stabilita’, sono le stesse che ricorreranno alla nostra fondazione antiusura’.  

Mafia, don Ciotti: solo slogan, non ho visto vera lotta
Roma – ‘Al di la’ degli slogan non ho visto una vera lotta alla corruzione, alle mafie, all’usura’. E’ il severo giudizio di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. ‘In questo paese – ha detto in una conferenza stampa per presentare la nuova Fondazione Antiusura Interesse Uomo – dobbiamo porci una domanda: come mai da 400 anni parliamo di camorra, da 200 parliamo di cosa nostra e da oltre 100 anni di ‘ndrangheta calabrese? Qualcosa non funziona quando si vedono leggi che escono mortificate, da mediazione verso il basso, compromessi, nonostante la volonta’ iniziale. Troppe mediazioni mortificano la sostanza, e’ per questo che continuiamo ad avere la presenza mafiosa’, quindi occorre ‘una maggiore responsabilita’ da parte di tutti: dello Stato e delle istituzioni, e da parte di tutti i cittadini’.



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