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Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl

07 Apr Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl

07.04.2014 | Agenzie varie

Italpress
Roma – Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia finale del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl nell’ambito della Campagna Riparte il futuro contro la corruzione. L’obiettivo del monitoraggio, con i dati aggiornati al 15 marzo, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013 da parte di tutte le Aziende sanitarie sui temi della trasparenza. L’attività di monitoraggio è stata realizzata in collaborazione con la rete di Illuminiamo la salute e la campagna di raccolta firme online che la sta accompagnando ha visto l’adesione di altre associazioni come SOS Sanità e Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva. La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abelepresenta un paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% è al 25%. Ventotto aziende invece, l’11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D’Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con lo 0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi risulta soddisfatto dal 50 % delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D’Aosta a quota zero.
Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l’Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D’Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D’Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l’organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all’anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l’erogazione dei servizi e le spese: l’hanno organizzata solo l’1,65% delle Aziende. “I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna – prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande. Obiettivo del monitoraggio è avere aziende sanitarie e ospedali trasparenti perché difendere il Servizio sanitario nazionale e’ un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza è un nostro diritto. Invitiamo tutti gli italiani a partecipare a questa battaglia firmando la petizione per una sanità trasparente e libera dalla corruzione su www.riparteilfuturo.it“.

Adnkronos
Roma – Libera e Gruppo Abele hanno monitorato la trasparenza delle Asl nell’ambito della campagna ‘Riparte il futuro contro la corruzione’. Ebbene, i dati non sono incoraggianti: solo 18 aziende pari al 7,4% – denuncia lo studio -hanno soddisfatto tutti i criteri. 28 le aziende ancora a quota zero. Da qui il monito di Libera e Gruppo Abele: ”la lotta agli sprechi non si fa con i tagli, ma con maggior trasparenza e efficienza” La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abele presenta un Paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, infatti, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% e’ al 25%. Ventotto aziende, invece, l’11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D’Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con l’0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi, sempre in base allo studio, risulta soddisfatto dal 50% delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D’Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l’Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D’Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D’Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l’organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all’anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l’erogazione dei servizi e le spese: l’hanno organizzata solo l’1,65% delle Aziende. “I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna – prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande. Obiettivo del monitoraggio è avere aziende sanitarie e ospedali trasparenti perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza è un nostro diritto. Invitiamo tutti gli italiani a partecipare a questa battaglia firmando la petizione per una sanità trasparente e libera dalla corruzione su ‘riparteilfuturo.it‘”.

 



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