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Libera, stop vitalizi parlamentari condannati. ‘Dopo parole Mattarella subito segnale concreto Parlamento’

05 Feb Libera, stop vitalizi parlamentari condannati. ‘Dopo parole Mattarella subito segnale concreto Parlamento’

05.02.2015 | Ansa

Roma – Stop vitalizio agli ex parlamentari condannati in via definitiva per mafia e corruzione: lo chiedono più di 324 mila cittadini che hanno firmato l’appello di ‘Riparte il futuro’, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione. Basterebbe, sottolineano le associazioni, il voto dei componenti del Consiglio di presidenza del Senato e dell’Ufficio di presidenza della Camera. I promotori della campagna hanno chiesto esplicitamente a tutti i componenti “se voterebbero a favore della cessazione immediata del pagamento del vitalizio a ex deputati e senatori condannati in via definitiva per reati di corruzione, secondo la legge Severino 190/12, e per reati di mafia”. E dalle risposte si capisce che la strada è ancora lunga: solo il 50% dei parlamentari che possono davvero prendere questa decisione hanno risposto favorevolmente. “Infatti – spiegano Libera e Gruppo Abele – dei 38 componenti dei due organi parlamentari (non considerando per ragioni istituzionali i due presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini) hanno risposto all’appello favorevolmente solo 19″. Tra questi, 10 rappresentanti su 13 del Pd e la totalità dei rappresentanti dei 5 Stelle e di Sel. Solo un sì arriva da Forza Italia con il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Nessuna risposta dagli altri suoi cinque compagni di partito e neanche da Per L’Italia e Ncd. Del gruppo misto solo Manfred Schullian si dice d’accordo. E la Lega? Davide Caparini ha scritto alla presidente Laura Boldrini per chiedere la rimozione immediata del vitalizio ai condannati. “Ma alla petizione promossa da Riparte il futuro non ha risposto nessun rappresentante della Lega Nord”. “Dopo le parole chiare e nette pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento contro mafia e corruzione, è ora che la politica dia un segnale – concludono i promotori – ecco perché, dopo avere più volte telefonato e scritto, parte ora il tweet bombing ai parlamentari e ai partiti che non hanno detto cosa intendono fare per mettere la parola fine al pagamento di vitalizi a chi ha subito condanne definitive per fatti così gravi”.



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