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Libertà di informazione. Un fiocco per riflettere e ricordare

03 May Libertà di informazione. Un fiocco per riflettere e ricordare

FIOCC gialloSono 68 i giornalisti che nel 2012 hanno perso la vita nelle zone più a rischio del mondo, mentre svolgevano la propria professione. Questi i dati che wan-ifra (World Association of Newspapers and News Publishers) mostra per la Giornata Mondiale per la libertà di stampa e sicurezza dei giornalisti.
In America sono le inchieste sul narcotraffico a causare molte vittime tra i giornalisti: 12 coinvolti in un anno (6 in Messico, dove la nostra associazione collabora per la costruzione di migliori condizioni di vita per i lavoratori delle discariche, ad Oaxaca).
Non va meglio se ci si sposta in Asia: le vittime qui sono state 15 (solo in Pakistan lo scorso anno sono stati assassinati 7 giornalisti)
La passione per il proprio lavoro spinge in molti casi a rischiare, purtroppo, anche la vita. L’assetto politico di molti di questi paesi, soprattutto in Somalia e Filippine, rende difficile contrastare le continue intimidazioni e uccisioni di chi lavora per i mezzi di informazione.
L’Unesco si è fatta carico del problema ed ha creato una divisione speciale dedicata alla libertà di espressione a tutela dei media che la esercitano nel mondo, per garantire una maggiore sicurezza ai giornalisti e reporter anche in situazioni rischiose.
Solo in Medioriente e Africa, le vittime tra reporter e giornalisti sono state 23, di cui 16 in Siria durante la guerra civile. In questa regione è scomparso lo scorso 8 aprile un giornalista del quotidiano La Stampa, Domenico Quirico, e da allora non si hanno più sue notizie. Quirico era già reduce di un rapimento avvenuto un anno fa alle porte di tripoli alla vigilia della caduta del regime di Gheddafi. Per questo, oggi, la nostra associazione, esprime solidarietà ai colleghi della redazione torinese e nazionale, e soprattutto alla famiglia del reporter.

(valentina pucci)



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