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Liste d’attesa e convenzioni, illeciti in una Asl su 4. Indagine Fiaso, parte un piano anti-corruzione

10 Jun Liste d’attesa e convenzioni, illeciti in una Asl su 4. Indagine Fiaso, parte un piano anti-corruzione

10.06.2015 | AdnKronos

Roma – Nel 2014 il 26% delle aziende sanitarie pubbliche, una su quattro, ha ricevuto almeno una segnalazione di illecito. Le aree in cui sono state rilevate le maggiori irregolarità, riguardo ai controlli interni, sono quelle della libera professione intramuraria (13% delle aziende sanitarie), in particolare per i fenomeni legati alla cattiva gestione delle liste di attesa, e qualche problema è emerso anche nell’attività di ricerca (9%) e nelle aree del personale dipendente e della gestione economico-finanziaria (entrambe con l’8% dei casi). Mentre e’ piu’ complessa la situazione nei controlli esterni, dove il 17% delle criticità si è registrata per quelli sulle strutture convenzionate, il 13% nella vigilanza sulle farmacie private, l’11% nell’attività di sanità pubblica. Questo il quadro di un’indagine sulla trasparenza in Asl e Ospedali condotta dalla Fiaso, la Federazione che le rappresenta, su un campione di 78 Aziende. A due anni di distanza dall’introduzione della normativa anti-corruzione 190 del 2012 tutte le aziende hanno investito nella prevenzione della corruzione e nella trasparenza e l’88% ha messo in piedi un meccanismo di monitoraggio del Piano anti-corruzione. Ancora troppo spesso pero’ percepito come un adempimento burocratico e con aree di criticità sulle quali è necessario lavorare. Come quella sull’obbligo di rotazione del personale addetto a “funzioni sensibili”, che sembra di difficile difficile applicazione, per oggettive carenze di personale ma, soprattutto, per il venir meno di professionalità non facili da sostituire. L’adozione di procedura di segnalazione delle frodi è stata dichiarata dal 73% delle aziende e nel 58% dei casi esiste anche una procedura per segnalare miglioramenti organizzativi in funzione di trasparenza e legalità, mentre il 17% delle aziende prevede un “coordinatore dei controlli”e il 32% del campione ha adottato un bilancio “sociale”. Per favorire il processo di trasparenza e anti-corruzione parte anche un vero e proprio “piano anticorruzione” in sanità, con una “Rete integrità” formata da tutti i responsabili anti-corruzione di Asl e Ospedali, programmi di formazione del personale per diffondere legalità e trasparenza, audit nelle aziende sanitarie,valorizzazione delle buone pratiche per l’integrità e diffusione capillare dei codici di comportamento aziendale. A sottoscriverlo con un protocollo di collaborazione della durata di due anni la Fiaso e “Illuminiamo la salute”, la “Rete nazionale per l’integrità”, promossa da Libera, Avviso Pubblico, Coripe Piemonte e Gruppo Abele. “Vogliamo allontanare con ogni mezzo il mal sottile della corruzione che ogni anno in sanità fa dissipare 6 miliardi di risorse,minando la fiducia dei cittadini nel nostro sistema salute, che resta pur sempre è bene ricordarlo tra i più efficienti ed economici del mondo occidentale” spiega il Presidente Fiaso Francesco Ripa di Meana, confermato alla guida dell’associazione per un altro mandato. “La sanità e’ un giro d’affari che fa gola alle mafie che si infiltrano in forme e modi diversi. Bisogna impegnarsi per la cultura della legalità perché la corruzione è l’altra faccia della criminalità, fa da avamposto alle mafie”, ha evidenziato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, concludendo che quella sanitaria “è una realtà troppo importante per non richiedere a tutti – non solo gli addetti ai lavori – un contributo di attenzione e di impegno”.



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