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L’Italia non è un “paese per bambini”

01 Jul L’Italia non è un “paese per bambini”

Immagine 6E’ stato diffuso a giugno il Rapporto 2013-14 su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, curato dal Gruppo CRC, un network composto da 87 associazioni italiane impegnate nella tutela e promozione dei diritti dell’infanzia nel nostro paese, network di cui il Gruppo Abele fa parte.

Dal rapporto risulta evidente quanto a segnare adolescenza e infanzia dei minori che si trovano in Italia siano le condizioni economiche generali e la scarsità di servizi sociali ed educativi di supporto.
Al 1° gennaio 2013 i bambini in età compresa tra gli 0 e i 3 anni in Italia erano 2.171.465 e di questi uno su cinque nasce da almeno un genitore straniero. Ma per molti di questi bambini mancano le risorse e di conseguenza i servizi: solo il 13,5% di bambini in questa fascia di età, nel 2012, ha trovato ad
accoglierli servizi per l’infanzia e asili nido (nidi comunali 11,8% e servizi integrativi 1,6%). A questa percentuale si stima vada aggiunto un ulteriore
4% di bambini accolti da servizi privati non sovvenzionati da fondi pubblici.
Al Sud e nelle Isole la situazione è ancora più difficile: in Calabria solo il 2,5% dei bambini ha accesso ai nidi; in Campania il 2,8%. Per di più, in molti Comuni si assiste a un alto numero di rinunce alla frequenza del nido sia da parte di famiglie che non sono più in grado di pagare le rette, che per il venir meno dell’occupazione della madre. A questo si aggiunge una grave disparità e un forte squilibrio nell’offerta di servizi nelle diverse Regioni.
Secondo i dati più aggiornati del Rapporto, sono stati accolti in comunità 14.991 minorenni a fronte dei 29.388 bambini e ragazzi temporaneamente fuori dalla propria famiglia di origine
Il numero di minorenni accolti in comunità è stato superiore di 594 unità
rispetto a quelli dati in affidamento familiare. Quasi la metà di questi ultimi (6.986) sono in affido a parenti.
L’incidenza percentuale degli inserimenti in comunità residenziale di bambini in età pre-scolare (0-5 anni), sempre secondo questi dati, è stata del 14% sul totale. Si registra dunque un uso preoccupante e ancora troppo consistente dell’inserimento in comunità di bambini piccolissimi, sin dal loro primo collocamento.
Sono aumentati dell’11,4% i bambini dichiarati adottabili in Italia: erano 1.251 nel 2011, sono stati 1.410 nel 2012 e sono aumentate del 4,5% le coppie che hanno presentato domanda di adozione nazionale – 10.244 nel 2012 (9.795 nel 2011). Nonostante questo è in pratica rimasto invariato, con un calo solo dell’1%, sia il numero degli affidamenti preadottivi – 957 nel 2012 (965 nel 2011) – sia delle adozioni legittimanti – 1.006 nel 2012 (1.016 nel 2011). In proporzione, quindi, sembrano aumentati i casi di bambini che pur essendo adottabili non vengono adottati.
Emerge dal Rapporto la difficoltà cronica da parte delle istituzioni di “mettere a sistema” le politiche per l’infanzia e l’adolescenza nel nostro Paese, così come continuano a essere tagliati in modo significativo i fondi dedicati, come è accaduto nell’ultima Legge di Stabilità.



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