About Us

Lobby dell’azzardo. Lo Stato da che parte sta?

18 Mar Lobby dell’azzardo. Lo Stato da che parte sta?

azzardo18L’offerta di gioco d’azzardo nel nostro Paese è dappertutto: a pochi metri dalla scuola, nella tabaccheria sotto casa, nel vicino centro commerciale. A portata di mano per chiunque: giovanissimi, anziani, donne e uomini; in media una slot machine ogni 143 cittadini, 50 mila in totale. Gratta e vinci e Superenalotto, spesso tappe preliminari verso l’utilizzo delle slot, sono acquistati occasionalmente dal 54,5% di italiani. Circa 7.000 sono i giocatori con problemi di dipendenza (Euromat, CNR).Da che parte sta lo Stato in questo gioco? Un eloquente indizio è facile trovarlo ripercorrendo le tappe della deregulation a partire dal 1994, quando il Governo decise di legalizzare i video poker a beneficio delle casse dell’erario. Da allora le società concessionarie hanno visto aumentare vertiginosamente i loro fatturati passando da qualche miliardo di lire nel 1994 a 84.7 miliardi di euro nel 2013. Al ruolo quantomeno ambiguo di uno “Stato-biscazziere” (così lo definì Avvenire negli anni della deregulation) si aggiungono altri tasselli, faticosamente messi insieme dalla Corte dei Conti in un processo ancora in corso. Tra il 2004 e il 2006, le macchinette di alcune società concessionarie non furono collegate ai terminali della SOGEI (la società pubblica incaricata di verificare gli incassi) con un conseguente danno erariale calcolato attorno ai 2.7 miliardi di euro. La condanna è arrivata nel 2007 per dieci fra le più importanti società concessionarie del gioco d’azzardo (tra cui Lottomatica, Snai e Sisal) e i manager pubblici che avrebbero dovuto controllarle, condannati a pagare allo Stato una maximulta di 98 miliardi di euro. Tuttavia, grazie ad una serie di cavilli legislativi, la cifra che probabilmente riuscirà ad incassare lo Stato, è progressivamente scesa, fino ad arrivare oggi a circa 208 milioni di euro per le concessionarie che hanno usufruito del condono, mentre per le altre sulle quali verte ancora la condanna in primo grado la procura attualmente ha richiesto un sequestro cautelare di 79 milioni. Una “multina” insomma.Come sostiene il procuratore generale Salvatore Nottola, non c’è da stupirsi: queste lobby hanno giri d’affari troppo grandi e allo Stato tutto ciò conviene. Anche se le persone dipendenti da gioco d’azzardo sono in aumento e la spesa sociale per le cure è elevatissima: oltre 5 miliardi l’anno. Lorenzo Basso, deputato del Pd nonché coordinatore dell’intergruppo parlamentare sul contrasto all’azzardo, propone una serie di misure per limitare la diffusione della dipendenza: la ridefinizione al rialzo della tassazione per le entrate e per le vincite, il rispetto degli orari di apertura delle sale (in modo da proteggere le fasce più fragili della popolazione come ragazzi usciti dalle scuole o da centri di aggregazione e anziani) e una stretta sulla pubblicità. Nelle ultime settimane i gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento Cinque Stelle hanno espresso preoccupazione sull’eventualità di una legge nazionale (di cui ancora non c’è un testo definitivo) che possa far decadere tutti i regolamenti comunali. Durante un’intervista a Radio Capital, Basso ha dichiarato che i regolamenti comunali hanno rappresentato “l’unico strumento che negli ultimi anni ha arginato il fenomeno”. Il parlamentare del Pd ha inoltre ricordato che a livello legislativo “c’è ancora molto da fare” sottolineando che “il gioco d’azzardo negli ultimi 20 anni ha devastato la vita di molte famiglie”.

(matteo bellassai)



Facebook

Twitter

YouTube