About Us

Mafia: don Ciotti ad assemblea Cia, uniti si vince. Tutelare l’agricoltura

26 Feb Mafia: don Ciotti ad assemblea Cia, uniti si vince. Tutelare l’agricoltura

26.02.2014 | Agenzie varie

Asca
Roma – ”Uniti si vince. No ai navigatori solitari. L’agricoltura e’ un bene comune che deve essere tutelato. E’ solo con la speranza e la consapevolezza che unendo le forze delle persone e delle organizzazioni oneste si diventa una forza che si afferma”. Lo ha detto – riferisce una nota – don Luigi Ciotti intervenendo oggi a Roma alla sesta Assemblea elettiva della Confederazione italiana agricoltori (Cia). Il fondatore di Libera, ha ringraziato il presidente Giuseppe Politi per il lavoro svolto in questi 10 anni di mandato. ”A fronte di una realta’ inquietante dove gli affari sporchi delle mafie stanno contaminando l’intera filiera agroalimentare, dall’accaparramento dei terreni agricoli, l’intermediazione dei prodotti, il trasporto, lo stoccaggio fino all’acquisto di ristoranti, bar e centri commerciali, auspico – ha aggiunto don Ciotti – che la sfida di Agrinsieme, una scelta mirata e fondamentale, continui perche’ solo insieme si combattono le mafie. L’agricoltura e’ vita. La terra insegna la costanza, la scrupolosita’, la condivisione, ma soprattutto l’umiltà”. Don Ciotti ha concluso il suo intervento parlando dell’etica della terra, con l’augurio alla Cia di essere eretici: ”Perchè eresia vuol dire scelta. Continuare, quindi, ad avere la forza di scegliere e di essere uniti nel nome della dignità e della libertà”.

Dire
Roma – “La situazione attuale ci impone di non morire di prudenza e di prendere ulteriormente coscienza” perché “il mondo non vuole e non può attendere”. Lo dice don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, nel suo intervento alla VI Assemblea della Confederazione italiana agricoltori-Cia, in corso a Roma. “Ambiente, natura, tutto il mondo dell’agricoltura: uniti si vince e mi sembra che questi 10 anni hanno lasciato tracce” dice don Ciotti, tracce evidenti che tengono insieme “la bellezza, la terra, la natura, l’agricoltura”. E allora, “siate eretici- prosegue- sì, lo dico proprio io, perché eresia dal greco vuol dire scelta, lo dico in questo senso. Eretico è la persona che sceglie, e noi siamo ancora una volta qui tutti insieme – politica, associazioni e anche Libera – per scegliere ancora una volta” Eretico, sottolinea don Ciotti, “è uno che più della verità ama la ricerca della verità”, e allora “siate eretici, l’eresia dei fatti prima che delle parole, nell’etica prima che nelle parole” perché “eretico è chi non pensa che la povertà sia una fatalità”.

TMNews
Roma – Saluto commosso di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, al presidente uscente della Cia, Giuseppe Politi. Ciotti ha ricordato l’impegno comune sul fronte del contrasto “alle illegalità e alle mafie” e ha affermato: “l’agricoltura è il bene comune” che offre “speranza ai giovani”. “Tu – ha proseguito Don Ciotti rivolto a Politi – hai sottolineato con forza che uniti si vince”. I progetti della Cia, tra cui il lavoro fatto insieme con Libera, sono “un segno di questa speranza e oggi Agrinsieme può essere ancora di più un segno di speranza. Perché è il noi che vince”. “Solo unendo le forze delle organizzazioni oneste c’è la forza del cambiamento perché le mafie stanno rubando libertà e reddito a chi ci lavora” mentre “voi date dignità alla terra, all’ambiente, alla natura. Date dignità al nostro paese”. Le mafie, ha sottolineato Ciotti, “si alimentano della povertà e degli sfruttamenti” e “gli affari sporchi delle mafie interessano ormai tutta la filiera agroalimentare, dall`accaparramento dei terreni fino ai centri commerciali e al mondo della ristorazione, come si è visto a Roma”, dove sono stati sequestrati diversi esercizi. Oppure, ha fatto notare con indignazione, “si gioca su tutto questo” come in Spagna dove “34 ristoranti hanno l’insegna Mafia”.

Adnkronos
Roma – L’agricoltura ha bisogno di dignità e libertà ma è troppo spesso schiacciata dalle criminalità organizzata. Questo in sintesi il messaggio che Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha voluto lanciare nel suo saluto alla sesta assemblea elettiva della Cia, in corso a Roma. ”Le mafie con i loro veleni ci stanno rubando la libertà e i redditi di chi ci lavora – ha sostenuto Don Ciotti- gli affari sporchi delle mafie interessano tutte le filiere dell’agroalimentare, fino ai centri commerciali e al mondo della ristorazione. Una presenza mafiosa che strozza il mercato e ci impoverisce tutti. E allora la situazione attuale ci impone di non morire di prudenza, la vita oggi ci chiede di osare, di avere più coraggio insieme. A Isola Capo Rizzuto, come in altri posti – ha detto Don Ciotti – quando ci hanno distrutto le cooperative, bruciati i trattori e i campi, voi siete venuti subito per dare coraggio a quei ragazzi, per fare in modo che l’agricoltura sia vita” ha detto il fondatore di Libera. L’associazione da anni ha un accordo con la Cia in base al quale, ogni volta che Libera apre una cooperativa sulle terre confiscate alle mafie, la Cia fa formazione tecnica e fornisce mezzi meccanici. ”Oggi abbracciandovi sono venuto in nome della dignità di cui il mondo dell’agricoltura ha bisogno per dare dignità a voi, alle vostre famiglie, all’ambiente e alla natura” ha inoltre detto Don Ciotti. ”Mi sembra che questi dieci anni hanno lasciato delle tracce: la bellezza, la terra,l’agricoltura. Vi prego – ha detto agli agricoltori – siate eretici perché eresia dal greco vuol dire scelta, ed eretico è la persona che sceglie e più della verità ama la ricerca della verità. E’ l’eresia dei fatti prima delle parole che sta nell’etica. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri – ha concluso – ed eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze e non pensa che la povertà sia una fatalità”.



Facebook

Twitter

YouTube