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Mafia: don Ciotti, bene agenzia ma va fatta funzionare

24 Feb Mafia: don Ciotti, bene agenzia ma va fatta funzionare

24.02.2010 | Ansa

Roma – “Approviamo in pieno l’idea di un’Agenzia che si occupi dei beni confiscati alla mafia, ma il testo del decreto che la istituisce non prevede strumenti sufficienti a farla funzionare”. Don Ciotti, dell’Associazione Libera propone, nella sua audizione davanti alle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, delle “migliorie” al decreto del governo approvato dal Consiglio dei ministri il 4 febbraio scorso.
“L’idea – ribadisce Don Ciotti – è davvero buona, ma siccome si tratterà di una struttura con compiti davvero onerosi, serviranno degli strumenti adeguati”.
Don Ciotti, ad esempio, propone che si aprano delle succursali dell’Agenzia anche a Roma, Palermo e Milano. “Solo in Lombardia, infatti, – avverte Don Ciotti – sono stati sequestrati oltre mille beni immobili alla mafia”.
Don Ciotti propone quindi un rafforzamento dell’Agenzia che dovrà occuparsi dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. E un primo intervento potrebbe essere quello di “aumentare la dotazione organica di personale contrattualizzato” ora prevista in 30 unità. Poi, il rappresentante di Libera suggerisce anche di inserire nel consiglio direttivo della struttura un rappresentante del ministero del Lavoro, uno di quello delle Attività Produttive, uno dell’Agenzia per lo Onlus. Andrebbero quindi create “strutture stabili di collaborazione nelle Prefetture capoluogo di regione dove si concentra il maggior numero di beni e cioè Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Lombardia e Lazio”. Ma per don Ciotti è poi indispensabile “sostenere i soggetti assegnatari dei beni”. Quando questi beni confiscati alla criminalità organizzata vengono assegnati ad associazioni o cooperative, sottolinea Don Ciotti, queste hanno troppe difficoltà da superare visto che spesso gli viene negato “l’accesso al credito e il risarcimento dei danni subiti a seguito di atti di intimidazione da parte delle mafie». Ma tutti questi interventi, tra cui anche quello di rivedere il rapporto con l’Autorità giudiziaria, dovranno essere inseriti “direttamente nel testo di legge”.
“E’ nel provvedimento, infatti – conclude l’esponente di Libera – che dovranno essere colmate le lacune e sciolti tutti i nodi. Altrimenti quest’Agenzia nascerà per non poter funzionare mai”.



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