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Mafia: don Ciotti, con corruzione assassina futuro

07 Nov Mafia: don Ciotti, con corruzione assassina futuro

07.11.2014 | Ansa

Milano – “Credo che la liberazione dell’Italia vada completata: le mafie e la corruzione assassinano il futuro”. A sostenerlo è il presidente di Libera, don Luigi Ciotti che torna ribadire come nel nostro Paese “non riusciamo ad avere una vera legge completa sulla corruzione” “Abbiamo un dovere della verità e prendere coscienza che le Mafie non sono un mondo a parte ma una parte del nostro mondo”, ha detto don Ciotti intervendo ad un convegno di Unicredit Foundation sul fare impresa sociale con i beni confiscati alle mafie: “Il vero problema non sono i poteri illegali ma sono anche i poteri legali che si muovono illegalmente”, ha quindi aggiunto rilevando che “In Italia corruzione e mafie sono due facce della stessa medaglia”. Inoltre don Ciotti ha evidenziato che “essere contro le mafia è un problema di coscienza e non è una carta d’identità da tirare fuori a seconda delle circostanze”. La verità è che nella realtà “il problema non sono le mafie” ma “sono migliaia di italiani che non riescono a voltare pagina”, ha anche sostenuto.

Milano – “Nel ’96 Libera ha promosso la legge sul riutilizzo dei beni confiscati: sarebbe importante, come già avvenuto a Roma, che anche a Milano uno di questi fosse assegnato all’associazione per diventare la sede ufficiale”. Lo ha evidenziato don Luigi Ciotti, ospite oggi all’inaugurazione della Casa della legalità, in via Curtatone, nell’ambito del terzo Festival dei beni confiscati. Il fondatore dell’associazione, che da anni si occupa di sensibilizzazione e contrasto al fenomeno delle mafie, ha colto l’occasione per lanciare un messaggio all’amministrazione comunale meneghina. “Il messaggio è stato chiarissimo e mi era già stato giustamente anticipato dai referenti milanesi di Libera- ha risposto l’assessore comunale alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, presente all’incontro – Ci metteremo ovviamente a lavoro”. “Al momento – ha precisato a margine Lucilla Andreucci, referente del coordinamento milanese di Libera – siamo in appoggio all’Ostello della gioventù (in viale Salmoiraghi, ndr). Sarebbe bello avere una sede rappresentativa, visto l’alto numero di beni confiscati in città”.

Milano – “Un laboratorio permanente di azioni volte a consolidare e costruire la cultura della legalità, che diventi punto nevralgico della rete dei 161 luoghi confiscati alle mafie presenti in città”. Così l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha inaugurato oggi la Casa della legalità, in via Curtatone 12. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del terzo Festival dei beni confiscati alle mafie, in corso dal 6 al 9 novembre. Dal 2005, il luogo è gestito dalla Onlus Suonisonori, che qui organizza corsi di musica e laboratori teatrali per giovani provenienti dai servizi sociali del comune e dall’istituto penale Beccaria. All’inaugurazione sono intervenuti anche il sociologo ed ex parlamentare Nando Dalla Chiesa e il fondatore dell’associazione ‘Libera’ don Luigi Ciotti. “Questo può diventare un luogo di cultura avanzata della legalità, non per ripetere slogan, ma in cui portare l’esperienza dell’università con seminari, discussioni e attività di ricerca e in cui far nascere anche opportunità di lavoro – ha detto Dalla Chiesa -. Alle sette e mezzo l’Università chiude. Avere un luogo in cui ci si può incontrare anche oltre l’orario credo che sia un’opportunità importante per Milano”. “Trovarmi all’interno di un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività è per me un’estrema gioia – ha aggiunto Ciotti -. Penso però anche a tutti i beni ancora da individuare. Se si applicassero delle nuove norme, che sono già state indicate, noi avremmo la possibilità nel giro di poco tempo di recuperare in Italia oltre 55mila beni”. Per il fondatore di ‘Libera’, “c’è bisogno di facilitare le modalità e accorciare i tempi. Delle proposte in questo senso ci sono. Chiediamo alle istituzioni e alla politica di fare la loro parte”.



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