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Mafia: don Ciotti, fermento criminalità, reclutano i giovani

23 Jun Mafia: don Ciotti, fermento criminalità, reclutano i giovani

23.06.2011 | Ansa

Roma – Per don Luigi Ciotti “parallelamente al fermento di democrazia che si sente in questo momento nel Paese, c’é da parte delle mafie un fermento di reclutamento di giovani. Per la criminalità è più facile in un momento come questo di forte incertezza, con 2 milioni e 200 mila giovani che dopo la scuola e l’università non hanno prospettive di lavoro”. L’ha detto il fondatore di Libera a margine della presentazione a Roma nella sede della Provincia, della sesta edizione di ‘Libero cinema in libera terra’, il festival itinerante che porterà dall’1 al 23 luglio, in 11 regioni attraverso 20 tappe, il cinema in alcune delle cooperative create da Libera sulle terre confiscate alle mafie e restituite alla legalità, dalla Lombardia alla Sicilia. “Ci sono nuovi segnali preoccupanti delle mafie, come l’aver bruciato sette
ettari di ulivi in una nostra cooperativa in Calabria, ed altri, su cui la magistratura sta indagando” ha aggiunto Don Ciotti, ribadendo la necessità che “la politica sblocchi il problema dei beni confiscati. L’agenzia che è nata per gestirli è una cosa positiva, ma ci sono tante altre cose da fare. Ad esempio il denaro confiscato dovrebbe essere utilizzato per far partire le cooperative che nascono sui terreni recuperati”.
Il fondatore di Libera si è anche detto “grato a Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d’Italia, una signora che non conosco ma che incontrerò, per il suo rapporto sul riciclaggio del denaro in Italia, che fa saltare sulle sedie”. E a proposito della nuova emergenza rifiuti a Napoli ha commentato: “Le responsabilità non sono solo della camorra. Per risolvere il problema non servono spot ma  scelte forti e intelligenti, non solo in Campania ma in tutt’Italia, dove ogni anno 25 milioni di generi alimentari vengono buttati via”.



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