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Mafia: Don Ciotti, la lotta si fa a Roma, compito politica

21 Jul Mafia: Don Ciotti, la lotta si fa a Roma, compito politica

21.07.2011 | Ansa

Firenze – “La lotta alla mafia non si fa in Sicilia, in Calabria, né in Piemonte né in Lombardia, ma la si fa a Roma, la fa la politica con delle leggi chiare, puntuali e coraggiose”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, nel corso della cerimonia di apertura di ‘Libera Festa’, la prima festa nazionale di Libera, in programma tra Firenze e Scandicci, fino al 26 luglio. “La lotta alla mafia si fa anche a New York e a Bruxelles” ha aggiunto don Ciotti, che ha anche ribadito che “noi chiediamo anche un provvedimento legislativo che aggiorni i criteri di non candidabilità a cariche elettive per chi è rinviato a giudizio o già sotto processo per reati gravi come la corruzione o quelli di stampo mafioso”. Don Ciotti, inoltre, ha spiegato che in Commissione giustizia alla Camera “ora è in discussione il ‘Codice antimafia’, che dovrebbe essere approvato entro il 15 agosto. Il grido che noi lanciamo da Firenze è di fermarsi a riflettere perché questo testo, che ha creato delusione e preoccupazione nelle associazione impegnate alla lotta alla mafia, va approfondito nelle sue tante criticità. Se fosse approvato così – ha continuato – sarebbe un’ occasione persa e rischierebbe di far fare un passo indietro nella lotta alle mafie nel nostro Paese. Non dimentichiamo le cose positive che ci sono nel testo, ma così com’é non ci va bene”. Uno dei “punti critici” del testo, ha osservato don Ciotti, è quello legato alla possibilità per gli amministratori locali, “per ripianare i debiti”, di vendere i beni confiscati. Infine una critica alla “riforma della giustizia, che non è una riforma ma è un sequestro della giustizia perché la volontà di mettere i pubblici ministeri sotto il potere politico vuol dire togliere quell’autonomia indispensabile ad operare”.



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