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Mafia: don Ciotti, Scopelliti ucciso perché non abbassò la testa

09 Aug Mafia: don Ciotti, Scopelliti ucciso perché non abbassò la testa

09.08.2010 | Ansa

Reggio Calabria – “Nino Scopelliti fu ucciso perché  faceva bene il suo lavoro, non abbassava la testa e si batteva per la libertà, la dignità e la giustizia delle persone”. Lo ha detto don  Luigi Ciotti, fondatore di Libera, nell’omelia della messa che ha
celebrato nel Duomo di Reggio Calabria nel 19/mo anniversario  dell’omicidio del magistrato di Cassazione ucciso dalla mafia a Campo Calabro (Reggio Calabria). L’iniziativa è stata promossa dal movimento  Ammazzateci tutti, fondato da Aldo Pecora dopo l’assassinio, nel 2005 del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, e dalla Fondazione Antonino Scopelliti presieduta da Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato. “Scopelliti – ha detto ancora don Ciotti – ha combattuto la sua battaglia e con la morte ci ha consegnato il suo testimone. Risplende nei giusti la sapienza del Signore. Antonino Scopelliti era un uomo giusto e come tutti gli uomini giusti non sarà mai dimenticato ed il suo nome passerà di generazione in generazione. Siamo qui perché papà – ha detto ancora don Ciotti rivolgendosi al Rosanna Scopelliti – continui a vivere insieme a noi. C’é troppa gente oggi che vuole vivere in pace, ma non vivere per la pace, per i diritti, i doveri e la verità umana, che vuol dire giustizia”.
“Pensando ad Antonino Scopelliti – ha proseguito il fondatore di Libera – mi sono chiesto chi poteva consegnarci il suo volto questa sera. E l’ho individuato in un suo amico, Antonino Caponnetto, che nel 1996, incontrando i ragazzi di Rosarno, disse che ‘Antonino Scopelliti, cui ho voluto bene, era un grande magistrato. Un magistrato coraggioso e che era temuto per la sua intelligenza e per la sua onesta’. Rifiutò persino l’offerta di cinque miliardi della mafia per corromperlo. Quelle di Caponnetto – ha detto don Ciotti – sono parole di un amore vero di cui tutti oggi abbiamo tanto bisogno”. Secondo don Ciotti, “l’Italia si sta
impoverendo sotto il profilo culturale e della speranza. La cultura dà la sveglia alle coscienze e questo è ciò che ci rende liberi. Oggi, però, stanno assassinando la speranza. E’ necessario, allora, stare uniti per alimentare la giustizia, la legalità e la solidarietà”.



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