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Mafia: Libera, per ricordare le vittime serve più impegno. Attesi oltre 500 familiari

04 Mar Mafia: Libera, per ricordare le vittime serve più impegno. Attesi oltre 500 familiari

4.03.2010 | Ansa

Roma – Il “miglior modo” per ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata è “impegnarci tutti di più, ognuno nel proprio ruolo, col suo contributo”. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, è convinto che per contrastare la mafia l’impegno della società debba essere “quotidiano”. E lo ha affermato anche oggi, durante la presentazione della XV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, nella sede Rai a Roma. Il 20 marzo la società sarà invitata a scendere in piazza, a Milano, assieme a Libera e ad Avviso Pubblico, per partecipare a un corteo che – ha sottolineato don Ciotti – “non sarà un evento ma un abbraccio sincero ai famigliari delle vittime della mafia”. All’iniziativa parteciperanno circa 500 famigliari, italiani e stranieri, delle vittime in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3.000 persone e saranno presenti Ong e magistrati di diversi Paesi europei.
“Milano e la Lombardia – ha detto don Ciotti – sono state scelte per ricordare le vittime di mafia in quella terra, per le loro tante espressioni di impegno contro la criminalità organizzata, ma anche per continuare a combatterla: in Lombardia alle mafie sono stati confiscati 655 beni e 164 aziende e Milano é la prima per traffico di cocaina”. Il corteo partirà da porta Venezia per arrivare a Piazza
Duomo, passando per via Palestro. Nei giorni antecedenti sarà pubblicizzato da uno spot, trasmesso dalle reti Rai e realizzato nell’ambito delle attività del Marano Ragazzi Spot Festival. Durante il corteo verranno letti gli oltre 900 nomi delle vittime innocenti delle mafie. “La politica – ha aggiunto il presidente di Libera – ora è impegnata in altre cose, ma ha promesso di esserci. Bisogna che le istituzioni si mettano in gioco anche su questo tema”. L’iniziativa, ha concluso Franco La Torre, “è un momento difficile per noi famigliari, che dobbiamo elaborare il lutto, ma preziosa per la comunità”.



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