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Mafia: non solo Superenalotto per il riciclaggio inchiesta del periodico Narcomafie

23 Sep Mafia: non solo Superenalotto per il riciclaggio inchiesta del periodico Narcomafie

23.09.2010 | Ansa

Roma – Il gioco d’azzardo, oltre che risorsa fiscale, è una risorsa per le mafie. Lo dimostra anche la notizia odierna, circa l’utilizzo fatto dalla ‘ndrangheta del Superenalotto, come strumento di riciclaggio. Un altro esempio di come mafia e gioco d’azzardo siano legati. L’ultimo numero di Narcomafie – mensile edito dal Gruppo Abele – entra nel dettaglio di queste relazioni pericolose. Sorprendenti i numeri dell’inchiesta: dal 2003 si è assistito a un incremento della spesa delle famiglie destinata al gioco: dai 17,3 miliardi del 2003 ai 54,4 del 2009. E per il 2010 si prevede di superare i 60 miliardi. Un’industria del calibro di Fiat, Telecom e Enel, con un fatturato che nel 2009 ha raggiunto il 3,7% del Pil ma di cui solo 8,8 miliardi di euro sono tornati all’erario. La crescita delle entrate dello Stato e’ inversamente proporzionale allo sviluppo del gioco: si e’ vista una riduzione del prelievo erariale dal 29% nel 2004 sino al 16% del 2009. Le newslot – videopoker e simili – , capaci di raccogliere nell’ultimo anno oltre 25 miliardi di euro, raccolgono il doppio della cifra, ma gli altri 25 miliardi sfuggono alle registrazioni. Il business delle macchinette alterate riguarda 300mila postazioni, ed è quasi impossibile controllarlo. La regolazione del gioco in Italia è talmente contraddittoria che la criminalità organizzata non si preoccupa neppure di imbastire un sistema di gioco d’azzardo illegale: le basta infiltrarsi nei circuiti legali. Sono stimati in 2 miliardi e mezzo gli introiti della ‘mafia da gioco’ nel solo 2009. Basta guardare al numero di Procure impegnate su questo tema nell’ultimo anno, ben 12, in ogni parte d’Italia. Un business che sembra non conoscere confini.



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