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Mafia: riparte la Carovana di Libera, Arci e Avviso Pubblico

11 Apr Mafia: riparte la Carovana di Libera, Arci e Avviso Pubblico

11.04.2012 | Ansa

Roma – Riparte oggi dal Lazio, con una tappa a Latina nel pomeriggio, la Carovana antimafie di Arci, Libera e della rete degli Enti locali Avviso Pubblico, che da 18 anni attraverso l’Italia per dire ‘no’ a Cosa Nostra e a tutte le forme di illegalità. Nel viaggio in circa 90 tappe, che si concluderà l’11 ottobre in Sicilia, la Carovana toccherà tutte le regioni italiane, ma anche Francia, nell’anno delle elezioni presidenziali, e Tunisia, “simbolo di una nazione che sta attraversando il cambiamento”. Portando un messaggio: ‘Fare societa”, costruire comunità alternative mettendo al centro il valore della partecipazione e dell’educazione alla legalità e alla giustizia sociale. In ognuna delle tappe, sono previste iniziative di conoscenza, incontri nelle scuole e visite ai beni confiscati. Quest’anno la carovana, spiegano gli organizzatori, vuole ritornare al suo significato originario.”Avrà più spazio l’antimafia sociale”, ha detto don Marcello Cozzi di Libera. Nella prima edizione, a un anno e mezzo dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, attraversò la Sicilia per portare solidarietà a chi operava in prima fila per garantire legalità e giustizia. “Non solo immagini simbolo, attraverso la carovana vogliamo costruire un percorso sul territorio che mette in gioco le persone”, ha aggiunto Alessandro Cobianchi, coordinatore della Carovana, spiegando l’assenza alla presentazione di personaggi noti (l’anno scorso era presente anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso). ‘La carovana – ha detto Paolo Beni, presidenti dell’Arci – non è solo rituale testimonianza ma lavoro di scavo per far emergere l’illegalità diffusa, gli atti intimidatori e i soprusi quotidiani”. Quest’anno è il 30/mo anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e del generale dalla Chiesa e il 20/mo della morte di Falcone e Borsellino, e ha aggiunto Beni “porteremo ai ragazzi delle scuole delle testimonianze, ma vogliamo soffermarci sul fatto che nonostante i buoni risultati ottenuti le mafie sono più forti che mai, soprattutto nel nord del Paese, perché il ricatto mafioso trova terreno fertile nell’impoverimento e nella perdita dei diritti dei cittadini”.



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