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Mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici

18 Mar Mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici

navigli“Purtroppo c’è la tendenza a guardare alle mafie come a un mondo a parte. Senza vedere non solo le ricadute del loro potere sulla nostra vita quotidiana, ma anche le tante forme di complicità di cui godono”. È il commento di don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera che domani (venerdì 11 marzo) dialogherà con il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante l’incontro Mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici.

Si tratta del primo di una serie di otto appuntamenti organizzati da Libera in collaborazione con le otto università milanesi. Un incontro si svolge a pochi giorni dall’allarme lanciato dalla Dia – Direzione nazionale antimafia che, nella relazione 2010, parla esplicitamente di “colonizzazione” della Lombardia da parte delle ‘ndrine. Un fenomeno cui le associazioni possono rispondere “a livello sociale, educativo, culturale e, in senso lato, politico”, commenta don Ciotti. La lotta alle mafie, infatti, non può ricadere solo sulle spalle dei magistrati e delle forze di polizia. “L’illegalità diffusa e la corruzione non sono fenomeni strettamente mafiosi ma certo favoriscono i poteri mafiosi -precisa don Ciotti-. In questo, le associazioni possono dare un grande contributo, a patto di saper saldare la denuncia e la proposta”. Non basta quindi chiedere più politiche sociali e del lavoro: bisogna costruire percorsi di cambiamento che abbiano per protagonista non “l’io”, ma il “noi”. “Sapremo sconfiggere le mafie e le forme d’illegalità e di corruzione che le alimentano, quando diventeremo una società meno egoista e indifferente, quando sapremo impegnarci di più per la libertà e la dignità di tutti”, conclude don Ciotti.

Oltre alle gravi responsabilità dirette (e accertate dalle indagini giudiziarie) ci sono complicità indirette non meno preoccupanti: “L’indifferenza, il ripiegamento nel privato,  ricerca del privilegio, la politica ostaggio dell’interesse di pochi, un’informazione fortemente condizionata dai monopoli -elenca don Ciotti-. Sono stati fatti certo passi avanti, ma ancora deve crescere la consapevolezza sul pericolo che le mafie, e tutto ciò che le favorisce, esercitano sulla democrazia”. Dopo il primo incontro dell’11 marzo, il ciclo continuerà con due incontri dedicati agli aspetti più prettamente giuridici (in Bicocca e in Statale), uno più di taglio sociologico (Cattolica), un incontro incentrato sui risvolti economici della penetrazione mafiosa nei settori legali (alla Bocconi, il 23 maggio alle ore 17) e uno focalizzato sugli impatti sul territorio (al Politecnico). A seguire, due incontri, allo Iulm e alla Statale, che approfondiranno la rappresentazione nella fiction delle organizzazioni criminali e la percezione del fenomeno mafioso sul territorio. “L’idea è di una serie di incontri sul tema generale poi declinato secondo le diverse competenze delle varie università coinvolte”, dice Michele Polo, ordinario di economia politica e prorettore per l’organizzazione interna che ha coordinato la partecipazione della Bocconi. “Con l’obiettivo di continuare queste iniziative anche il prossimo anno, coinvolgendo altre università del territorio milanese”.

Redattoresociale.it



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