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Mafie al Nord: la XVII Giornata della memoria si svolgerà a Genova

08 Oct Mafie al Nord: la XVII Giornata della memoria si svolgerà a Genova

07-08.10.2011 | Agenzie stampa

Ansa – Genova – Si svolgerà a Genova il prossimo 21 marzo la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera. L’annuncio è arrivato da Torino nella giornata conclusiva delle due giorni di studio e analisi sulle mafie al Nord promossa da Libera. La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. ‘Ma da questo terribile elenco – sottolinea Libera – mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare’.

Ansa – Torino – Rispondendo a una domanda del moderatore Santo Della Volpe, Fassino ha spiegato che Torino ha “vissuto una gigantesca trasformazione” negli ultimi vent’anni, e che il suo esempio dimostra come “sia possibile aprire cantieri e investire miliardi con procedure regolari, con atti trasparenti, con la tutela dell’interesse pubblico al primo posto”.

Ansa – Torino – Quella di Torino è stata una due giorni di incontri di studio e di riflessione sul tema della presenza delle cosche nelle regioni dell’Alta Italia. Vi hanno preso parte magistrati, economisti, docenti universitari. Accolto dal pubblico con una vera e propria standing ovation, Pisapia ha elencato le numerose iniziative che la sua giunta ha deciso di varare per il contrasto alla criminalità organizzata, citando, tra l’altro, il caso della prima gara per l’Expo, quella per la pulizia dei terreni. “L’entità del ribasso – ha detto – è stata tale che ha attirato la nostra attenzione, non può non essere successo qualcosa”. Dopo avere sottolineato che “Expo è una società sana”, il sindaco ha annunciato che “per la seconda gara ci saranno modalità diverse”. “La Lombardia – ha ancora detto Pisapia – è la terza regione italiana per quantità di beni sequestrati alla mafia. E Milano è un luogo dove le cosche hanno deciso di investire. E’ adesso che comincia il tentativo di infiltrazione. Per combatterlo, il Comune può e deve avere un ruolo fondamentale”. Prima di Pisapia era intervenuto il magistrato Alberto Nobili, pubblico ministero a Milano che si occupa delle inchieste sulla criminalità organizzata: “La città – ha affermato – sta pagando il prezzo che deriva dalla distrazione, dall’indifferenza e dai depistaggi culturali e politici che, per quel che riguarda il modo in cui è stato affrontato il fenomeno mafioso, hanno scandito gli ultimi trent’anni. E continuerà a pagarlo a lungo”.

Ansa – Torino -Magistrati, politici, economisti, sindacalisti e amministratori riuniti per due giorni a Torino per discutere e riflettere sulle mafie nel Nord Italia e sul rischio che si corre passando dalla semplice presenza al loro radicamento. L’iniziativa è dell’associazione Libera, che ha deciso di far sedere “allo stesso tavolo i protagonisti dell’impegno contro il crimine organizzato”.
“Le mafie – ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera – sono forti se la democrazia è debole. E oggi la democrazia è molto pavida e molto debole. L’illegalità diffusa e la corruzione sono forti per la debolezza e l’autoreferenzialità della politica: il vero regime nasce dall’anestesia delle coscienze e dalla caduta del senso etico”. Più di 45 relatori e cinquecento partecipanti da tutta Italia si incontrano, suddivisi in gruppi di lavoro (analisi del nuovo codice antimafia, confisca dei beni, normativa europea, le mafie nell’economia, l’educazione alla legalità) per lanciare quella che don Ciotti ha definito una “sfida che deve essere anche culturale”. Fra i temi in agenda ci sono le osservazioni sulle ultime inchieste di magistratura e forze dell’ordine sul radicamento delle cosche in Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia. Domani se ne parlerà anche con i sindaci di Torino, Milano e Genova.

Ansa – Torino –  Libera e Unioncamere Piemonte si uniscono per combattere la mafia: le due associazioni hanno siglato oggi a Torino un protocollo di intesa che permetterà di contrastare la criminalità organizzata sul terreno delle infiltrazioni nel tessuto economico, dell’usura, del riciclaggio. Libera potrà accedere a informazioni, dati e statistiche in modo da perfezionare le attività del suo osservatorio e realizzare una efficace mappatura dei beni confiscati alle cosche.
“Siamo orgogliosi di questo accordo – dice Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere nazionale e Unioncamere Piemonte -. La tutela della legalità è un pilastro imprescindibile per lo sviluppo, a protezione delle libertà degli operatori e di un regolare sviluppo delle dinamiche imprenditoriali”.
Alla firma del protocollo, che si vuole esportare anche nelle altre regioni italiane, erano presenti don Luigi Ciotti, presidente di Libera, il Procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, e Franco La Torre, figlio di Pio, il parlamentare che promosse la legge antimafia del 1982 e che fu assassinato dalle cosche.
Tra gli strumenti messi a disposizione di Libera spicca il “registro imprese” realizzato e gestito da Infocamere per le Camere di Commercio: due grandi database permettono di visualizzare in presa diretta ogni dato utile sulle aziende e sulle persone che ne fanno parte, e di prendere informazioni sulla loro vita societaria come il passaggio di quote da un soggetto all’altro.
Valerio Zappalà, direttore generale di Infocamere, ha sottolineato che il registro “é un prezioso strumento di indagine a supporto dell’autorità giudiziaria e di quanti operano contro la criminalità economica”.

Ansa – Torino – Il Ddl sulle intercettazioni “é inaccettabile”. Lo ha detto oggi a Torino don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in occasione della firma di un protocollo di intesa fra l’associazione antimafia e Unioncamere Piemonte.
“Una serie di tutele sulle vicende private delle persone – ha osservato don Ciotti – mi sembrano doverose. Ma non si vada – ha esortato – a mortificare uno strumento che ha permesso di risalire a grandi giochi criminali, a volte partendo da piccoli reati”.

Ansa – Torino — “La sfida alla mafia, come haricordato don Luigi Ciotti, è anche una sfida culturale”: loha detto Michele Coppola, assessore piemontese alla cultura, cheoggi ha partecipato, in qualità di rappresentante dellaRegione, alla firma di un’intesa fra Libera e UnioncamerePiemonte.   “Mi ha fatto piacere – ha osservato l’assessore – sentire come don Ciotti e le persone che lavorano con lui riconoscano la presenza e l’impegno della Regione in maniera non solo formale, ma positiva e dinamica. La Regione è al fianco diLibera”.   Coppola ha annunciato che nei prossimi mesi il suo Assessorato sarà coinvolto direttamente nell’organizzazione di numerosi appuntamenti (mostre, concerti, incontri) sul tema della lotta alle mafie e della difesa della legalità.  “Metteremo a disposizione – ha spiegato – spazi e luoghi regionali, come la nostra sede, in occasione di alcune ricorrenze significative, tra cui la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie il 21 marzo, e il Ventennale delle stragi di Capaci e via d’Amelio”.

Ansa – Torino – Venerdì 7 ottobre alle ore 14 apertura dei lavori con la sessione Dalla Legge Rognoni La Torre al nuovo codice antimafia presso sede Gruppo Abele Fabbrica delle ”e” Corso Trapani 95/A Torino. Introducono Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Virginio Rognoni Firmatario con Pio la Torre della legge del 1982, Franco La Torre Figlio di Pio La Torre.
Seguiranno gli interventi di Piergiorgio Morosini Magistrato Tribunale di Palermo ,Valerio Zappala’ Direttore Generale di InfoCamere, Ivan Cicconi Direttore Itaca,Alberto Perduca Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli Procuratore della Repubblica di Torino,Claudio Giardullo Silp Cgil, Tano Grasso Presidente Onorario Fai, Giuliana Merola Magistrato del Tribunale di Milano, Livio Pepino Gruppo Abele.
I cinque gruppi di studio analizzeranno cinque tematiche: codice antimafia, confisca dei beni, normativa europea di contrasto alla criminalita’ organizzata, le mafie nell’economia italiana ed internazionale e formazione antimafia ed educazione alla legalita’. I gruppi di lavoro vedranno la partecipazione e la collaborazione di politici, educatori, giornalisti, giovani, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni.

 



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