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Mafie: i prodotti di Libera al Cafè de Paris di Roma

19 Dec Mafie: i prodotti di Libera al Cafè de Paris di Roma

19.12.2011 | Agenzie varie

Agi – Roma – I prodotti delle terre confiscate ai mafiosi potranno essere degustati da oggi nello storico bar di via Veneto Cafe’ de Paris, da due anni sequestrato a una cosca della ‘ndrangheta e oggi in amministrazione giudiziaria. L’iniziativa e’ stata presentata questa mattina dallo stesso presidente di Libera, don Luigi Ciotti e dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro con un brindisi di ‘speranza’ che ha voluto sottolineare l’importanza di sostenere tutte le attività finalizzate a restituire alla collettività i beni confiscati alle mafie. Il Cafe’ de Paris di Roma era stato sequestrato nel 2009 perchè di proprietà di un barbiere di un piccolo paesino dall’Aspromonte ed e’ poi risultato un prestanome della cosca Alvaro di Cosoleto (Reggio Calabria). Al momento il Cafe’ de Paris e’ stato confiscato in primo grado e si e’ in attesa della confisca definitiva. Nel bar della dolce vita sara’ da oggi possibile degustare i prodotti frutto delle terre confiscate alle mafie: l’olio calabrese della piana di Gioia Tauro, il vino Centopassi di Corleone, i paccheri di Don Peppe Diana del casertano, oltre ai pomodorini tarallini e friselle provenienti dalle terre sequestrate alla Sacra Corona Unita.
“Tutti devono sapere – ha detto don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera – che il Cafe’ de Paris di Roma e’ effettivamente libero dalla presenza mafiosa.
E’ necessario che anche le istituzioni vengano qui a fare un brindisi poichè il locale altrimenti rischia la chiusura. Il locale che ha arricchito in modo illecito la cosca della ‘ndrangheta e’ tornato alle persone che lavorano nella legalita’. Ci sono pietanze buone non solo per il gusto ma anche per le coscienze di chi li viene a mangiare. Poiche’ i prodotti arrivano dai beni confiscati ai boss”. “E’ chiaro che c’e’ il tentativo della criminalita’ organizzata – ha sottolineato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro – di inserirsi nel mercato romano della ristorazione e immobiliare e noi dobbiamo evitare queste infiltrazioni. Ho firmato recentemente due protocolli, uno con la camera di commercio che dovrà monitorare i passaggi e i trasferimenti degli esercizi commerciali per verificare operazioni sospette, e un altro con l’associazione dei negozianti del centro storico che ci informeranno sui passaggi e i trasferimenti che giudicano anche in questo caso sospetti”.
“I beni confiscati – ha detto il prefetto Giacomo Barbato dell’agenzia nazionale per i beni confiscati – devono essere destinati in tempi rapidi e in condizioni migliori possibili agli stessi territori. Senza l’aiuto di enti locali e del mondo del volontariato sarebbe per noi oggettivamente difficile restituire questi beni alla collettività”.

AdnKronos – Roma – Un ‘brindisi della speranza’. Uniti per la legalità e per fare sistema contro le mani delle cosche. Nel Cafe’ de Paris di Roma, luogo storico della Dolce Vita, che tra i suoi tavolini ha ospitato Federico Fellini, Frank Sinatra e Domenico Modugno, dove prima si beveva il caffe’ della ‘ndrina entrano ora i prodotti di ‘Libera Terra’, frutto del lavoro dei giovani dellecooperative che gestiscono i terreni confiscati ai mafiosi. L’iniziativa e’ stata presentata questa mattina, nei locali di via Veneto. Nello storico locale confiscato alla ‘ndrangheta, arrivano cosi’ l’olio calabrese, il vino Centopassi di Corleone e a breve anche le mozzarelle di bufala dalle terre di don Peppino Diana. ‘E’ il brindisi della speranza. E speranza vuol dire opportunità: ha il volto dei progetti concreti e della giustizia sociale’, ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. ‘Questo -ha spiegato- e’ un segno concreto di impegno quotidiano che da’ buoni frutti. Il prodotto dell’azione di magistrati e forze di polizia, che mi auguro abbiano piu’ risorse per affrontare il crimine’. ‘Bisogna che tutti sappiano che questo bene ora e’ ‘pulito’ -ha sottolineato il prete antimafia- anche le istituzioni vengano qui a fare il brindisi di Natale’, per sostenere la ripresa dell’attivita’. Qui -ha ricordato don Ciotti- gli Alvaro hanno fatto i loro affari, ora dobbiamo fare in modo che questa confisca in primo grado (guai se non diventasse definitiva), segni l’inizio di una nuova vita’. ‘C’e’ bisogno che questo storico locale viva e torni a produrre ricchezza per tutti. Da oggi -ha rimarcato don Ciotti- si servono ‘buone pietanze’, non solo per il gusto ma anche per le coscienze che vengono ad assaggiarle. Il bene e il bello saldate insieme’. I prodotti di ‘Libera’, provenienti dai terreni confiscati alle mafie in tutta Italia, possono contribuire alla rinascita del locale di via Veneto. Per il caffe’ delle star come per ogni patrimonio sottratto alla ‘piovra’, ‘l’obiettivo -conclude don Ciotti- e’ liberare le terre buone pietanze per liberare le persone. Perche’ la democrazia non stara’ mai in piedi senza la responsabilita’ di tutti’.
Di ‘iniziativa importante’ ha parlato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, per il quale il nuovo corso del Cafe’ de Paris e’ ‘un segnale di vittoria di chi vuole la legalita”.’A Roma -ha spiegato il prefetto- non c’e’ un allarme criminalita’ organizzata. C’e’ invece una battaglia tra piccole bande di spacciatori che, pur di avere spazi, arrivano anche all’omicidio. Ma l’impegno delle forze dell’ordine e’ massimo’, per fronteggiare ‘l’interesse della criminalità, a inserirsi nel mercato romano per acquisire immobili, ristoranti e altre attività commerciali”.
Legalita’ e giovani e’ stato anche il messaggio lanciato dal prefetto Giacomo Barbato, dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, che ha sottolineato coma la nuova vita dell’antico caffe’ capitolino sia ‘la prova evidente che la criminalita’ si puo’ battere’. Per combattere le mafie, ha aggiunto Barbato, ‘occorre espropriare i beni alla mafia e riportarli alla corretta gestione. Senza l’aiuto degli enti locali e delle associazioni come ‘Libera’, sarebbe difficile restituire questi beni alla collettivita”. La nuova vita dello storico locale romano, ‘non e’ dunque solo un fatto simbolico ma sostanziale. Si torna alla legalita’, qui come in altre parti d’Italia, offrendo opportunita’ di lavoro per i giovani. E’ il volto sociale dell’antimafia, che opera su tutto il territorio nazionale’.
Il Cafe’ de Paris torno’ alla ribalta con un’inchiesta che il 22 luglio 2009 porto’ al sequestro del locale da parte dei carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza perche’ risultato nella disponibilita’ della cosca Alvaro della ‘ndrangheta. Il locale, sequestrato e confiscato in primo grado, oggi e’ in amministrazione giudiziaria.

 



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