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Malati d’azzardo

04 Oct Malati d’azzardo

slot_machine._2Sedicimila slot machines nella sola città di Milano e circa 3,5 miliardi di euro sottratti ogni anno alle tasche dei cittadini.  I dati pubblicati dal “Corriere della Sera” sono un’ulteriore dimostrazione di quanto quello dei giochi d’azzardo sia un fenomeno diffuso. Un settore su cui anche la criminalità organizzata ha messo le mani (vedi inchiesta di Narcomafie) e dove è alto il rischio di dipendenza. L’analisi di Daniela Capitanucci, psicologa  dell’associazione lombarda And (Azzardo e Nuove Dipendenze).

Dottoressa Capitanucci, le cifre degli incassi da gioco d’azzardo nel capoluogo lombardo testimoniano l’importanza del giro d’affari legato a questo settore. La situazione milanese rispecchia quella nazionale?
Tenuto conto della popolosità della regione Lombardia e a fronte di un incasso nazionale che, stando ai primi otto mesi del 2010, sfonderà la soglia dei 60 miliardi di euro posso dire di sì. Il settore del gioco d’azzardo gode di ottima salute in Italia, con un trend positivo rispetto agli incassi 2009 di undici punti percentuali. In Lombardia, dove il gioco è molto diffuso, il marketing investe con forza. Le nuove videolottery, ultima frontiera del gioco d’azzardo elettronico introdotte dallo scorso mese di giugno anche nel nostro Paese, avranno la maggior distribuzione proprio qui.

Secondo studi del Comune di Milano un adolescente su due, tra i 15 e  i 19 anni, ha utilizzato almeno una volta una slot-machine. E per le scuole superiori della Provincia di Torino è prevista la possibilità di introdurre come materia di approfondimento una lezione sulle regole dei giochi d’azzardo e sulle probabilità di vincita. La dipendenza da gioco colpisce già in fase adolescenziale?
Purtroppo sì. Dall’osservatorio della nostra associazione abbiamo notato la presenza crescente di ragazzi sotto i 23 anni che si rivolgono a noi per chiedere aiuto e uscire dalla dipendenza. Questo significa che l’abitudine al gioco è già cronicizzata, che si è passati dalla fase della vincita attraverso quella della perdita consistente di denaro, fino alla disperazione che spinge a cercare una via di uscita. Dalle dichiarazioni delle persone incontrate, notiamo ormai molto frequentemente che l’approccio alle slot machines o ad altri giochi d’azzardo avviene prima della maggior età, nonostante le norme di legge vietino il gioco ai minorenni. Dietro c’è il mancato controllo degli esercenti, ma non solo. Nel campo del gioco d’azzardo esistono dei buchi legislativi che andrebbero colmati. Mentre troppe volte sono gli enti territoriali più vicini ai cittadini, i Comuni, a doversi ingegnare per trovare delle ordinanze che tamponino il problema, limitando ad esempio la presenza delle macchinette per il gioco d’azzardo nelle vicinanze di luoghi di aggregazione giovanile. Una lotta dura per enti periferici che si trovano a scontrarsi con una comunicazione massiccia che promuove il gioco in tutti i luoghi pubblici: il supermercato, la tabaccheria… persino l’ufficio postale.

Quanto è importante la prevenzione?
La prevenzione riveste un’importanza strategica per abbassare il rischio di un passaggio dall’uso all’abuso. Molti dei giocatori che hanno sviluppato una patologia da gioco non conoscevano o non si rendevano conto delle reali possibilità di vincita, riponendo un’eccessiva fiducia nella propria possibilità di influenzare l’andamento della partita, di sfidare la fortuna. Per questo una prevenzione di tipo educativo, come quella fatta nelle scuole, tra i ragazzi, si rivela fondamentale per aiutare le persone a riflettere sui meccanismi del gioco e sulle false illusioni alimentate dalla pubblicità. Accanto al fattore educativo, però, resta cruciale un fattore di prevenzione strutturale: servono buone leggi, che regolamentino il settore dei giochi e delle scommesse.

 



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