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Manovra: prezzo pesante pagato da fasce deboli, ‘c’è impoverimento della speranza e della cultura’

04 Dec Manovra: prezzo pesante pagato da fasce deboli, ‘c’è impoverimento della speranza e della cultura’

04.12.2011 | Ansa

Bari – “Non amo mai generalizzare ma oggi a pagare un prezzo veramente difficile e pesante sono le fasce più deboli. Ben vengano i provvedimenti che sono necessari, ma che non penalizzino ancora una volta chi fa già fatica e chi arranca”. Così il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, presente ai lavori del IX Congresso nazionale di Legambiente che si conclude oggi a Bari, ha commentato le misure previste dalla manovra del governo tecnico. “Io non sono un tecnico – ha spiegato – ma so che è un momento difficile e che bisogna fare dei sacrifici”. “Con questo discorso che non ci sono i soldi – ha rilevato don Ciotti – l’anello più fragile, che paga il maggiore prezzo, sono proprio le fasce deboli, le persone che fanno più fatica”. Per Ciotti “c’é un impoverimento materiale ma anche un impoverimento della dimensione sociale, delle speranze, un impoverimento etico. Ma tutto questo si salda anche con un impoverimento della cultura, ma è la cultura che risveglia le coscienze, che dà anche maggiori strumenti per rendere le persone libere. La cultura è fondamentale per far crescere i gradi di responsabilità e di partecipazione della gente”. “E’ un momento difficilissimo questo – ha sottolineato – e noi dobbiamo sconfiggere un peccato, cioé la mancanza del sapere, di profondità. C’é troppo sapere di seconda mano e per sentito dire. C’é troppa informazione che non entra nella profondità dei problemi”. “E’ da molto tempo – ha anche ricordato don Ciotti – che stiamo facendo sacrifici, per chi come noi da 45 anni opera nel mondo del sociale si sono pagati sempre degli alti prezzi di sofferenza”. “Abbiamo avuto – ha concluso don Ciotti – dei momenti di grandi politiche sociali attente, efficaci e puntuali, ma adesso abbiamo attraversato un deserto, un grande crollo negli ultimi tempi, con cooperative e associazioni che chiudono”.

Bari – “In Italia la democrazia è pallida e se la democrazia è pallida le mafie sono forti. Se la politica è debole le mafie sono forti”. Lo ha detto all’Ansa il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, oggi a margine del IX congresso nazionale di Legambiente. “Abbiamo davanti agli occhi – ha spiegato – che questo momento di crisi, che prima di essere una crisi economica è una crisi etica e della politica italiana e internazionale, ha reso più forti troppi criminali e mafiosi. Dal riciclaggio alle forme di usura, le mafie fanno da banche attraverso società che prestano denaro anche a piccole e medie imprese in difficoltà. Hanno denaro liquido con cui riescono a compiere con vari sistemi molte operazioni”. “E’ sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto – come le mafie, oggi più che mai, hanno investito in questo momento di grande difficoltà: questa è la realtà. Nei paradisi fiscali si parla di 11 trilioni di dollari solo di investimenti privati, non di aziende”. “Secondo me – ha concluso – è molto importante quello che è stato ricordato dalla Banca d’Italia proprio sul riciclaggio, nel nostro paese che ha delle medie superiori ad altri Paesi del mondo”.



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