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Meeting Onu su Hiv/Aids: non rappresentate le associazioni italiane

09 Jun Meeting Onu su Hiv/Aids: non rappresentate le associazioni italiane

Nessun rappresentante delle associazioni di lotta all’Aids fa parte della delegazione italiana al “Meeting di Alto Livello” dell’Onu sulle politiche di contrasto all’Hiv/Aids, in corso in questi giorni a New York. Lo denuncia il “Forum della società civile italiana per la lotta contro Hiv/Aids”, di cui anche il Gruppo Abele fa parte, sottolineando come la presenza di membri delle associazioni e di persone che vivono con l’Hiv fosse raccomandata dalle stesse Nazioni Unite.Attraverso un comunicato, il Forum ha comunque rivolto alcune richieste alle delegazioni che partecipano all’incontro – che servirà a definire le politiche internazionali di contrasto alla malattia per i prossimi anni, e a fare un bilancio rispetto agli impegni presi dagli Stati membri nei Meeting precedenti. Quattro le priorità individuate dalle associazioni: rafforzare le strategie di “riduzione del danno”, che si sono rivelate efficaci nel contenere l’infezione soprattutto fra le persone tossicodipendenti; ridefinire obbiettivi precisi ed ambiziosi in tutti i campi della lotta all’Aids, in particolare per quanto riguarda la diminuzione del numero di nuove infezioni e del numero di morti per Aids; rendere le terapie antiretrovirali accessibili tutti coloro che nel mondo ne hanno bisogno; stanziare fondi adeguati a realizzare tali obbiettivi, sia a livello internazionale che nelle strategie nazionali e locali, in primis adeguando il budget del Fondo Globale per la lotta all’Aids.Le realtà che aderiscono al Forum si dicono inoltre preoccupate della notizia secondo cui la delegazione italiana chiederà, su impulso del “Dipartimento per le politiche antidroga”, la cancellazione della definizione “riduzione del danno” (Harm Reduction) dal documento finale della conferenza.

“Riduzione del Danno – si legge nel comunicato – significa applicazione di politiche rispettose dei diritti umani, fra i quali il diritto alla salute, che abbiano fondamento nell’evidenza scientifica e non nelle ideologie repressive in cerca di facili consensi elettorali e scorciatoie falsamente economiche”. Per questo le associazioni italiane chiedono che la dicitura venga conservata, con un appello inviato a tutte le delegazioni e sottoscritto da EATG (European Aids Treatment Group), del network Aids Action Europe e da diverse altre realtà della società civile europea. “L’Italia – continua il documento del Forum – si presenta oggi alla ribalta internazionale, su un palcoscenico importante come quello dell’High Level Meeting delle Nazioni Unite, con una posizione già fortemente indebolita dai mancati versamenti al Fondo Globale per la lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria, strumento che si è dimostrato indispensabile nella lotta globale contro l’Hiv/Aids, e oggi anche da posizioni di retroguardia dettate da intenzioni che con la lotta all’Aids nulla hanno a che fare”.



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