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Mercato del lavoro. Senza giovani

14 Oct Mercato del lavoro. Senza giovani

disoccupazione_giovanileLa recessione non è finita. Soprattutto per coloro che davanti hanno più futuro. I dati sul mercato del lavoro in calce al bollettino Istat di agosto 2014, su scala nazionale, rilevavano un tasso di disoccupazione, nella fascia tra i 15 e i 24 anni, pari al 44,2%. Il dato più alto dal 1977, anno in cui Istat ha cominciato a produrre le serie storiche.

La stima dei disoccupati, secondo l’Istituto di statistica, (nella medesima fascia d’età) ammonta a 710 mila ragazzi. Mentre gli occupati sono 895 mila: in diminuzione del 3,6% rispetto al mese precedente (-33 mila) e del 9% rispetto al 2013 (-88 mila). Una percentuale pari al 16,3%. Dato che, se sommato a quello precedente sulla disoccupazione, è ancora molto distante dal totale. E mette in luce altri problemi, quali l’inattivismo giovanile dei Neet (Not engaged in Education, Employment or Training) e il lavoro nero. E suscita riflessioni sull’insostenibilità del sistema previdenziale e la futura mancanza di preparazione di una generazione che, presto o tardi, diventerà risolutiva, essenziale.
La rilevazione dell’Istat non fornisce ancora dati parziali su regioni o province. Ma l’economista Mauro Zangola, responsabile del Centro Studi dell’Unione Industriale di Torino, ha recentemente redatto uno studio proporzionale sulla situazione piemontese, in merito al lavoro per i giovani. Lo studio sottolinea che – dal confronto dei tassi di disoccupazione registrati nella nostra regione negli ultimi dieci anni con quelli delle principali aree di riferimento (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Mezzogiorno) – la percentuale di disoccupazione giovanile, nella sola provincia di Torino, sarebbe salita dal 6,3% nel 2006 al 19,5% nel 2013. Erano infatti 10.500 giovani in cerca di lavoro nel 2006, mentre nel 2013 la cifra era più che raddoppiata, raggiungendo il numero di 26 mila persone solo a Torino e di 49.500, in tutto il Piemonte.

La fragilità di questo mercato del lavoro non riguarda solo le future generazioni. È quanto mai attuale: gli occupati In Italia, ad agosto 2014, erano 22 milioni 380 mila, e sebbene siano in aumento – dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati rispetto ad agosto 2013 –  rappresentano il 55,6% del totale di coloro che possono lavorare. Mentre i disoccupati sono 3 milioni e 134mila. Questo vuol dire che 22 milioni di lavoratori devono sostenere una popolazione di circa 60 milioni di persone. Senza considerare che dal 2007 si sono persi 1 milione di posti di lavoro. I dati Istat sono confermati anche dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) nel Rapporto sul mercato del lavoro 2013-2014.

(toni castellano)



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