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Migranti sempre più integrati, ma tra mille contraddizioni

04 Feb Migranti sempre più integrati, ma tra mille contraddizioni

iMMIGRATI_GENERICAPreoccupati, convinti che ce ne siano troppi. Sicuri che, se irregolari, andrebbero immediatamente rimpatriati. Eppure, consapevoli del loro essere “necessari”. Ecco cosa pensano gli italiani degli immigrati. A rilevarlo è il rapporto Transatlantic Trends: Immigration 2010, curato dall’Istituto affari internazionali e realizzato dal German Marshall Fund degli Stati Uniti e dalla Compagnia di San Paolo. Lo studio ha messo a confronto otto paesi (Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna, Italia, Olanda, Gran Bretagna e Germania) fotografando, per ogni Stato, le opinioni di mille cittadini sulla questione immigrazione.

La percezione “generale”
Nonostante la recessione economica e i dibattiti a livello nazionale sul tema dell’immigrazione, in tutti i Paesi restano stabili rispetto al 2009 le percentuali di chi vede l’immigrazione come un problema e di chi la giudica un’opportunità. Soltanto nel Regno Unito (65%), in Spagna (53%) e negli Stati Uniti (52%) prevale l’idea che l’immigrazione rappresenti più “un problema” che un’opportunità, mentre il Canada è il paese dove tale affermazione riscuote minori consensi (27%). Nel nostro Paese il 45% degli italiani considera l’immigrazione un problema, mentre nel 2009 la percentuale superava il 49%.

La stima delle presenze
Sia nel Nord America sia in Europa persiste uno scarto tra i dati reali dell’immigrazione e la presenza stimata dai cittadini, fenomeno in aumento sia in Canada che negli Stati Uniti.  Anche in Italia è nettamente sovrastimato il numero dei migranti residenti: i cittadini del Belpaese credono che il 25% della popolazione sia immigrata, ipotizzando cifre ben lontane dall’effettivo 7%.

“Un peso per l’economia”
Mentre continuano i tagli ai fondi pubblici in Europa e Nord America, la maggioranza degli intervistati nei vari paesi afferma che gli immigrati traggono maggiori benefici dai servizi sociali e assistenziali rispetto al loro effettivo contributo fiscale.  Un’opinione particolarmente diffusa negli Stati Uniti e in Spagna (67% in entrambi i paesi). Tuttavia, nonostante le preoccupazioni, in Europa l’opinione pubblica continua a dirsi favorevole a garantire a immigrati sia regolari che clandestini accesso ai servizi sanitari e di emergenza. Quanto al lavoro, in Italia la manodopera immigrata è vista come necessaria alla luce anche del basso tasso di natalità e del fatto che il 20% della popolazione ha più di 65 anni. Il rapporto ha inoltre evidenziato che gli italiani sono i meno preoccupati della concorrenza degli immigrati nel mercato del lavoro: più di due terzi (69%) non ritengono che gli immigrati portino via posti di lavoro agli italiani e tre quarti della popolazione (76%) afferma che gli immigrati vengono impiegati per mansioni che non potrebbero essere svolte altrimenti. Se si volge lo sguardo al lungo periodo, tuttavia, gli italiani non sono certi di voler far fronte alla mancanza di manodopera locale attraverso l’immigrazione: la maggioranza (49%) si dice contraria a incoraggiare l’immigrazione per motivi di lavoro nonostante la popolazione locale continui ad invecchiare.

L’integrazione dei migranti di fede musulmana
Ad eccezione della Spagna, in Europa la maggioranza degli intervistati esprime giudizi negativi sul livello di integrazione degli immigrati. Di contro in Canada (65%) e negli Stati Uniti (59%) prevale l’idea che gli immigrati siano integrati nella società in maniera soddisfacente. Riguardo, però, al livello di integrazione degli immigrati di religione musulmana, si rileva un crescente scetticismo in Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti. Solo il 25% dei tedeschi afferma, infatti, che gli immigrati musulmani siano bene integrati nella società, mentre il 41% giudica soddisfacente l’integrazione degli immigrati in generale.  In Italia il 37% degli intervistati crede che i musulmani siano bene integrati.

Gli immigrati di seconda generazione
Rispetto al livello di integrazione dei figli di immigrati, la maggioranza in tutti i paesi afferma che sia soddisfacente: almeno il 50% degli intervistati, dato che sale all’87% in Canada, ritiene che le seconde generazioni siano bene integrate. Riguardo al livello di integrazione dei figli di immigrati musulmani, soltanto in Spagna e in Germania la maggioranza  esprime un’opinione negativa. In Francia, dove è stata approvata di recente una legge che vieta di indossare il velo nei luoghi pubblici, l’opinione pubblica è divisa e il 50% dichiara che gli immigrati musulmani di seconda generazione sono bene integrati nella società. In Italia solo il 24% degli intervistati condivide l’idea che i figli di immigrati siano poco integrati.

(federica grandis)



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