About Us

Minori e diritti violati

15 Jan Minori e diritti violati

minori diritti 2012In Italia sono stati adottati nel 2012 oltre 3000 minori, con un calo di oltre il 20 percento rispetto all’anno precendente. Non subisce battute d’arresto, invece, il traffico internazionale dei bambini, sfruttati per accattonaggio, prostituzione o destinati al commercio di organi

Lasciare il proprio Paese da piccoli, per cominciare una vita migliore. Questa sorte tocca una piccola percentuale di minori, spesso provenienti da Stati in cui la guerra, la povertà e la mancanza di una rete famigliare minano le possibilità di avere una vita dignitosa o molto spesso, semplicemente di diventare adulti.
La pratica delle adozioni internazionali è molto complicata, sia per i soggetti coinvolti (minori), sia perché deve far concordare normative di Paesi diversi e spesso molto distanti tra loro. Le anticipazioni del rapporto della Commissione Adozioni Internazionali dicono che nel 2012 sono stati 3.106 i bambini adottati in Italia, provenienti da 55 diversi Paesi e affidati a 2.469 famiglie.
Rispetto all’anno precedente le adozioni si sono ridotte del 22,8%. La flessione è dovuta per alcuni Paesi al miglioramento di politiche interne di sostegno alle famiglie, alle adozioni nazionali e alla tutela dei minori (Ungheria, Lituania, Lettonia). Ma per la maggior parte dei casi, la diminuzione – spiega il comunicato della Commissione Adozioni Internazionali – “è dovuta principalmente al rallentamento delle attività” burocratiche constatato in alcuni Paesi: in Colombia, ad esempio, a causa della revisione delle procedure dichiarative dello stato di abbandono, che ha necessariamente comportato un rallentamento delle procedure di adozione; in Bielorussia, per via dell’esaurimento, quasi totale, delle procedure instradate nel 2009; mentre in Vietnam, in India e in Polonia, la causa principale è la progressiva, ma non ancora completa, riattivazione delle procedure dopo l’entrata in vigore delle rispettive nuove normative interne. Infine, in Ucraina, a causa di ricorrenti difficoltà procedurali interne. Un segnale positivo viene invece dal consolidamento della collaborazione con la Repubblica Popolare Cinese, il Burkina Faso, il Cile, la Repubblica Democratica del Congo.
Molti sono invece, secondo l’osservatorio di Unicef e “Save the Children” i minori vittime di tratta: la cifra, su cui è difficile avere un quadro completo, è stimato attorno al milione in tutto il mondo. Il commercio di bambini è considerato uno dei crimini peggiori, eppure le stime sono ogni anno in aumento. Per la maggior parte le vittime sono bambine. Costrette a lavorare in casa, mendicare o prostituirsi, quando non destinate all’espianto di organi.
I potenziali trafficanti sfruttano le lacune normative dei Paesi da cui prelevano il minore. Una volta che il bambino esce dal confine, lo Stato non è più tenuto a occuparsene.
L’Europa, ricca e civilizzata, è un continente appetibile per la vendita di bambini che provengono da Paesi più poveri.
Le attuali pene detentive per i trafficanti sono basse (tra i 2 e i 5 anni di reclusione). Tuttavia è già pronta una nuova direttiva europea, la cui attuazione è prevista per il prossimo aprile, che dice che la pena detentiva minima per i trafficanti verrà innalzata a cinque anni per vittime adulte, e a dieci per minori. Il crimine, per la sua natura transnazionale è molto difficile da investigare e se si tiene conto della vulnerabilità delle vittime si capisce quali possono essere le difficoltà. Fino a quando non aumenteranno denunce e processi, il traffico illegale continuerà ad essere redditizio che rischioso, per chi lucra sui diritti e la dignità di chi è più indifeso.

(toni castellano)



Facebook

Twitter

YouTube