About Us

Minori e povertà: l’allarme del garante Spadafora

11 Jun Minori e povertà: l’allarme del garante Spadafora

minoriLa relazione annuale al Parlamento del Garante dell’infanzia, Vincenzo Spadafora, è la cronaca di un fallimento.
Dai dati è inevitabile il lancio dell’ennesimo allarme: in Italia vivono in povertà relativa 1 milione 822 mila minorenni, ossia poco più del 17% del totale di bambini e adolescenti.
E non è tutto. Il 7% dei bambini (circa 720 mila) vive in povertà assoluta, media che al Sud Italia aumenta di altri tre punti, superando il 10%.
A supporto dei dati Istat utilizzati da Spadafora per descrivere la condizione dei minori nel nostro Paese, il comitato italiano dell’Unicef evidenzia come, pur facendo parte dei 29 Paesi ‘ricchi’ del mondo, l’Italia occupi nella classifica del benessere di bambini e adolescenti il 22° posto.
A ciò va aggiunto che nel Belpaese si registra uno dei tassi più alti di giovani “Neet”, ovvero i ragazzi che non studiano né lavorano: sono l’11% tra i 15 e i 19 anni.
Il rischio di esclusione sociale per una buona parte della nuova generazione è dietro l’angolo. Motivare le mancanze delle istituzioni nei confronti dei giovani con ragioni di ordine economico non fa che mettere in luce la mancanza di una prospettiva lungimirante. “Oltre a rispettare i diritti dei bambini e degli adolescenti – ricorda infatti il Garante Spadafora – investire oggi su di loro significa domani avere un numero inferiore di famiglie povere da sostenere, meno sussidi per i disoccupati, meno spese per disagio sociale e detenuti”.
A raccogliere l’appello, molti esponenti di spicco del Parlamento: a partire dal presidente del Senato Pietro Grasso, che ha manifestato la necessità di invertire la rotta in materia di spesa destinata ai minori e alle loro famiglie. La Guardasigilli Anna Maria Cancellieri ha proposto di avviare la rielaborazione dell’ordinamento penitenziario minorile e del corpo di norme sull’esecuzione delle pene, mentre Cècile Kyenge, ministro per l’Integrazione, ha ribadito come sia necessario investire di più su bambini e adolescenti dando appoggio, in ultima analisi, alle conclusioni del Garante per l’infanzia: “se la classe dirigente di questo Paese non modifica l’approccio verso i temi dell’infanzia e dell’adolescenza, noi consegneremo alle future generazioni un Paese socialmente disintegrato e responsabile di essere rimasto indifferente nei confronti di una parte rilevante e strategica del proprio capitale umano”.
Affermazioni che lasciano intravedere la possibilità di azioni concrete, da prendere rapidamente. Prima del prossimo allarme.

(toni castellano)



Facebook

Twitter

YouTube