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Morti in carcere

12 Jan Morti in carcere

carcereUn detenuto ogni due giorni. È il ritmo con cui cresce il numero delle persone che muoiono nelle carceri italiane in questi primi giorni del 2011. Quattro infarti e un suicidio accertato, quello di Massimo, 32 anni, che si è tolto la vita dopo sei mesi dal suo ingresso nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta): “E’ triste constatare – ha dichiarato Dario Stefano Dell’Aquila, portavoce di Antigone Campania -, che un sofferente psichico, che ha fatto il suo ingresso in Opg a luglio dello scorso anno, sottoposto a misura di sicurezza provvisoria per reati non di particolare gravità, trovi la morte, dopo nemmeno sei mesi in una struttura in cui dovrebbe ricevere, in teoria, una adeguata assistenza sanitaria”. Anche sulla morte per infarto di Yuri, 28 anni, nel carcere di Livorno, a seguito dei primi risultati dell’autopsia, si paventa l’ipotesi di suicidio: Yuri potrebbe aver inalato il gas della bomboletta-fornello della cella, e questo potrebbe avergli provocato il malore letale. Giovani, appena sopra i trent’anni, anche gli altri tre detenuti morti di infarto negli scorsi giorni: “Se in carcere valesse la stessa probabilità statistica che nella popolazione generale – afferma una nota dell’osservatorio permanente sulle morti in carceri – i morti per infarto e simili cause sarebbero non più di 3 o 4 ogni anno, cifre che invece si sono già raggiunte in poco più di una settimana”. I detenuti – prosegue la nota: “muoiono con una frequenza 20 volte maggiore rispetto ai loro coetanei liberi” sia per suicidio, sia per “cause naturali”.

(manuela battista)



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