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Noi siamo qui… ad Avigliana!

02 Jul Noi siamo qui… ad Avigliana!

Hanno tra i 16 e i 19 anni, vengono da Catania, Padova, Modena, Torino, Roma, Milano, Aosta, Genova e sono arrivati tutti ad Avigliana, alla Certosa1515: sono i ragazzi della scuola estiva “Noi siamo qui”, che hanno cominciato ieri il percorso di confronto organizzato dal Gruppo Abele per mettere al centro le provocazioni, gli interrogativi, le prospettive,il desiderio di cambiamento dei giovani.

 

Il diario certosino
I giovanissimi protagonisti del Campo Scuola 2013 “Noi siamo qui” ci raccontano ogni giorno una pillola delle loro esperienza. Tra riflessioni, gite, incontri e attività ludiche ecco che cosa pensano e come stanno trascorrendo le loro giornate i ragazzi ospiti del Gruppo Abele alla Certosa 1515 di Avigliana. Con un obiettivo ambizioso: cambiare il mondo! 

Venerdì 5 e sabato 6
Ed eccoci alla fine del nostro percorso…
Venerdì mattina abbiamo avuto il piacere di incontrare la senatrice ed economista Nerina Dirindin, che ha affrontato con noi un dibattito circa l’operato del Senato e il suo ruolo nella commissione sanitaria. “Tante poltrone, tanti dialetti dove confrontarsi e parlare, ma pochi tavoli a cui sedersi per lavorare e approfondire le varie tematiche”. Questo è il commento di Nerina in base alla sua recente esperienza in Parlamento, esperienza che testimonia una rilevante presenza di giovani, a cui non mancano intelligenza e iniziative, soffocate dalle voci dei loro partiti. Questa nota positiva si va a scontrare con la consapevolezza di un errore comune: una volta eletti, i rappresentanti si ritengono portavoce di istanze regionali e di partito, e non di tutto il Paese. Parlando invece di sanità pubblica, il problema principale risiede nella mentalità collettiva, che non la considera come un investimento per il benessere sociale, ma piuttosto come un costo che grava sulla stabilità economica del Paese.
A tutto ciò è seguito un intenso pomeriggio, durante il quale il nostro gruppo si è unito a ragazzi provenienti da tutta Europa per partecipare all’EuroLys 2013. Il Comitato Resistenza Colle del Lys si occupa infatti ogni anno di organizzare questo meeting europeo per ricordare l’eccidio di molti giovani partigiani avvenuto proprio in quelle valli. In questa occasione abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare due membri del’Associazione Colomba, che ci hanno raccontato la loro esperienza di resistenza non violenta a fianco dei civili di alcuni villaggi dei territori occupati della Palestina. Una settimana che si è in parte conclusa venerdì sera al ritmo di musica e alla luce di un grande falò, ma che continuerà a vivere in noi e a cui speriamo di poter dare un seguito. Dalle riflessioni di sabato mattina è infatti emerso un po’ da tutti il desiderio di continuare a immergersi nelle tematiche e nei problemi affrontati in questo percorso, per essere sempre più consapevoli e informati, per sensibilizzare anche altri nel domandarsi dove siamo e dove vogliamo portare la nostra società.

(Angelo, Clara, Costanza, Lorenzo)

Giovedì 4 luglio
Ieri abbiamo vissuto una giornata molto impegnativa ma allo stesso tempo stimolante. Al mattino abbiamo fatto un attività davvero interessante in cui ognuno di noi, prima singolarmente e successivamente in gruppo, doveva pensare a 5 oggetti indispensabili per creare un condominio solidale. Abbiamo poi scelto tre “capi scala” che hanno ideato un unico condominio spiegando agli altri com’era formato. Infine ci è stato chiesto di organizzare un evento per sensibilizzare il quartiere alla difesa di un bene comune e, dopo varie proposte e una votazione, l’amministratore di condominio ha potuto decidere. Dopo questa simulazione, abbiamo discusso su ciò che funzionava o non funzionava nel condominio e abbiamo capito che, sebbene i capi scala avessero raggiunto un accordo, molte scelte non piacevano ai condomini.
Nel pomeriggio, dopo un’ora di relax, abbiamo cominciato un confronto con la signora Mariangela riguardo al concetto di bene pubblico e in particolare rispetto a uno dei più importanti, l’acqua. Ci ha spiegato di come si è cercato di privatizzare acquedotti e aziende per avere il controllo dell’acqua. Successivamente i signori Paola e Luciano ci hanno mostrato, tramite alcune diapositive, che cosa fanno e che cosa sono i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale). Dopo aver cenato tutti insieme, abbiamo conosciuto Leonardo che ci ha parlato del progetto “Riparte il futuro” e del problema della corruzione, facendoci provare alcuni esercizi di teatro dell’oppresso e spiegandoci le proposte di legge che verranno presto sottoposte al voto della Camera. Con un gioco simile a quello della mattina, abbiamo provato a scegliere, singolarmente e in gruppo, 5 parole che ci facessero pensare alla corruzione (esempi: illegalità, economia, tangenti, immoralità…). In conclusione abbiamo realizzato un video con i nostri motti anti-corruzione (video che presto verrà pubblicato sul sito ufficiale di Riparte il futuro).

(Lucrezia, Mattia, Carola)

AviglianaNoiSiamoQui4Mercoledì 3 luglio
Anche oggi alcuni di noi… letterati della compagnia aggiornano il mondo sulle peripezie vissute nella giornata di ieri!
La mano trema e la penna sbava ricordando le forti esperienze trascorse con entusiasmo… Esperienze che senza alcun dubbio rimarranno nel sempre più grande “bagaglio tecnico” di vita di noi ragazzi, parole e immagini impresse a lungo su un ancora candido foglio. Coronando i nostri sogni più ambiti, nella mattinata ci siamo improvvisati membri importanti all’interno di una città, provando l’ebbrezza di essere imprenditori, commercianti, kebabbari o tranquilli pensionati. Ciascuno svolgendo il proprio ruolo, abbiamo cercato di amministrare un’ipotetica città e ne sono derivati i problemi economici e sociali che oggi realmente siamo costretti ad affrontare in Italia. Cercando di colmare il dubbio su cosa fare per ripartire, abbiamo confrontato le nostre idee e i nostri punti di vista con il magistrato Livio Pepino, che ci ha esortati a “volere la luna” (citando Pietro Ingrao).
E’ poi giunta la sera, con i festeggiamenti per i due diciottesimi compleanni di questa settimana e la visione del film 40% – Le mani libere del destino. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con un mondo in gran parte a noi estraneo, ma non lontano, un mondo contraddistinto da tossicodipendenza e spaccio, e abbiamo capito come chiunque con volontà e impegno, e con l’aiuto di altri, possa uscire dal giro, cambiare vita, abbandonare anche le più pericolose dipendenze. Abbiamo dialogato direttamente con alcuni attori del film, che sono anche i protagonisti reali di alcune delle esperienze di vita narrate: con poche e semplici parole hanno conquistato tutta l’ammirazione e il rispetto della piccola platea di spettatori. Ci ha colpito molto il coraggio di mettersi in gioco, di metterci la faccia, confidando gli errori di una vita senza pudori; lo hanno fatto per noi ragazzi, per farci capire senza mezzi termini che la vita che si sono gettati alle spalle fosse uno schifo.Si accumulano emozioni, si intensificano amicizie, si aprono prospettive… Siamo carichi, che cosa ci aspetterà con la nuova giornata?

(Carola, Daniele, Enrica)

AviglianaNoiSiamoQui3Martedì 2 luglio
L’incontro della mattina ha come protagoniste le testimonianze di due persone extracomunitarie che hanno visto nell’Italia un’opportunità per migliorare il proprio benessere. Hakima, di origine marocchina, madre di cinque figli, è arrivata in Italia nel 1994 e l’impatto è stato forte perché le due culture presentano enormi differenze e gli stili di vita, in un primo momento, sembravano antitetici; ora Hakima è presidente dell’associazione “Fratellanza Italia-Marocco” che si propone – tra gli altri obiettivi – di mediare per favorire la realizzazione dei desideri delle donne marocchine e la loro integrazione nel Paese di residenza. Il secondo incontro che abbiamo fatto è stato con Djibi, un ventiduenne di origine senegalese che, giunto in Italia nel 2009, ha dovuto ricominciare il suo percorso di studi per ottenere la licenza media e intraprendere un indirizzo professionale che però non gli ha permesso di raggiungere un impiego. Dall’ascolto di queste due esperienze sono nate in noi ragazzi nuove considerazioni e una forte partecipazione; proposte, domande, dubbi hanno riempito la discussione in maniera costruttiva. Più tardi attraverso un gioco  che ci ha chiesto un’immedesimazione personale ma anche una intensa relazione con il gruppo, abbiamo potuto “toccare con mano” alcuni aspetti riguardanti il fenomeno migratorio, solo apparentemente a noi lontano. Nel pomeriggio abbiamo potuto confrontarci sugli stimoli e il forte coinvolgimento delle attività del mattino parlando con Roberto Bertolino (etnopiscologo di “Frantz Fanon”). E con tutti questi pensieri in testa la giornata è terminata tra un sole ricaricante, una breve passeggiata nei boschi e ancora giochi in cui lanciarsi mentre spuntavano miliardi di stelle lontane.

(Achraf, Claudia, Enrico)

Lunedì 1 luglio
Primo giorno con tanta voglia di “incontrare persone diverse” e “conoscere cose nuove”, di “allontanarsi” un po’ dai luoghi consueti per “staccare” e “riflettere su temi profondi”, ma anche “con momenti leggeri” e di “divertimento”… Sono alcune delle aspettative che abbiamo raccolto all’inizio di questa intensa settimana e che Lucia Bianco e Guido Tallone, che hanno guidato la prima giornata “certosina”, hanno rilanciato con alcuni richiami a una viva memoria storica, ma soprattutto con domande scottanti che pongono l’attenzione sul presente e sul futuro: da che parte scegliamo di stare? Omologati a un pensiero semplice che rigetta le differenze e la complessità? Oppure decisi a vivere quest’epoca di grandi cambiamenti cercando di lottare per un mondo migliore e una società a misura di tutti? La ricerca delle risposte è solo all’inizio…

(francesco caligaris)



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