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Norme chiare sull’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati

22 Feb Norme chiare sull’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati

Il Gruppo Abele aderisce all’appello Norme chiare sull’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati lanciato da Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, e da altre importanti associazioni del terzo settore e riguardante la corretta applicazione del d.p.c.m. n. 234/16, che regola le procedure per definire l’età dei minori stranieri non accompagnati vittime di tratta. L’assegnazione di un’età anagrafica più alta rispetto a quella effettiva comporta per i minori stranieri il venir meno di alcuni loro diritti, come il divieto di espulsione o il trattenimento all’interno degli hotspot o nei Cie: tra il 2015 e il 2016 le visite all’interno dei centri da parte di Ong e parlamentari hanno documentato la detenzione negli hotspot di centinaia di minori stranieri, molti dei quali non accompagnati, una pratica illegale.
Inoltre l’appello chiede che vengano adottate norme chiare per l’accertamento dell’età di tutti i minori stranieri non accompagnati, non solo quelli vittime di tratta, come previsto dal disegno di legge S. 2583, approvato alla Camera e attualmente all’esame del Senato. Si chiede infine la definitiva approvazione da parte della Conferenza Unificata del “Protocollo per l’identificazione e per l’accertamento olistico multidisciplinare dell’età dei minori non accompagnati” presentato dalla Conferenza delle Regioni nel marzo 2016.

 

Norme chiare sull’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati

Il 6 gennaio è entrato in vigore il d.p.c.m. n. 234/16, regolamento che definisce i meccanismi per la determinazione dell’età dei minori non accompagnati vittime di tratta, adottato in attuazione dell’art. 4 d.lgs. n. 24/14.
La corretta identificazione come minorenni dei ragazzi e delle ragazze di età inferiore ai 18 anni che giungono nel nostro Paese costituisce un presupposto essenziale affinché siano loro applicate le misure di protezione e assistenza previste dalla normativa vigente. Se erroneamente identificati come maggiorenni, infatti, questi adolescenti non vengono accolti in strutture per minori e spesso vengono lasciati per strada, con l’elevato rischio di essere vittime di sfruttamento a scopo sessuale o di altro tipo. In alcuni casi, inoltre, vengono trattenuti in un CIE ed espulsi.
Ad oggi, non esiste alcun metodo scientifico che consenta una determinazione certa dell’età perché le differenze di maturazione scheletrica, accrescitiva e puberale fra soggetti della stessa età anagrafica sono frequenti, ampie e fisiologiche. Il metodo attualmente più utilizzato, la valutazione della maturazione ossea del polso e della mano, comporta un margine di errore di ± 2 anni. Spesso, tuttavia, sul referto non viene indicato il margine di errore, il che impedisce l’applicazione del principio di presunzione della minore età in caso di dubbio. Va inoltre considerato che tale metodo, sviluppato per lo studio dei disordini della crescita e della pubertà e non per finalità medico legali, si basa su standard ormai datati e comunque definiti su popolazioni (caucasici, per lo più anglosassoni americani o britannici) ben differenti rispetto a quelle di appartenenza dei soggetti valutati. Inoltre, diverse situazioni fisiologiche e genetiche, patologiche o ambientali possono accelerare o rallentare la maturazione scheletrica.  A questo si aggiunge la possibilità di errore di refertazione da parte di operatori non esperti che eseguono solo occasionalmente tale prestazione. […]

 Scarica l’appello completo di Asgi

 



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