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Oggi al via la Conferenza sulle droghe. Le considerazioni del Gruppo Abele

12 Mar Oggi al via la Conferenza sulle droghe. Le considerazioni del Gruppo Abele

Dal 12 al 14 marzo Trieste ospiterà la quinta conferenza nazionale sulle droghe. L’analisi e le proposte del Gruppo Abele

Il Gruppo Abele ha preso posizione in vista della Conferenza nazionale sulle droghe, in programma a Trieste dal 12 al 14 marzo. La “Quinta Conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicoattive” nasce come occasione di lavoro e di confronto per le Istituzioni e per tutti i soggetti privati operanti nel sociale. Le conclusioni che deriveranno dalle tre giornate di incontri saranno di supporto per l’attività del Parlamento in materia legislativa antidroga.
L’Unione europea ha progressivamente costruito una politica comune di intervento sul tema delle dipendenza conosciuta come “la strategia dei quattro pilastri”, una politica su cui l’Italia – si legge nel testo della presa di posizione – “fa fatica a tenere il passo”. I quattro pilastri sulle droghe sarebbero il contrasto al narcotraffico, la prevenzione, la cura e la riabilitazione, e la riduzione del danno.
Per quanto riguarda il contrasto al narcotraffico, la questione della produzione di sostanze illecite secondo il Gruppo Abele non va affrontato solo sotto il profilo della repressione, ma bisogna agire nella prospettiva dei diritti umani: “gli aiuti europei devono riuscire a rendere competitive le coltivazioni alternative, definendo e preparando i nuovi raccolti col consenso e l’alleanza delle organizzazioni contadine e delle autorità dei territori locali”.
Anche il settore della prevenzione, secondo l’Associazione, “necessita di un’attenta rivisitazione e, soprattutto, di un’adeguata riorganizzazione”. La prevenzione, infatti, non sembrerebbe costituire più una priorità per le istituzioni e per i servizi. “Ciò costituisce – si legge – un grave errore strategico”.
Per quanto riguarda le cure, secondo il Gruppo Abele si riscontrano problemi sia nelle comunità terapeutiche (“in balia di budget finanziari sempre più ridotti e affidati ai Sert”), sia nella progettualità, che ha sofferto il venir meno del Fondo nazionale della legge sulla droga e l’impossibilità di continuare a sperimentare nuovi programmi e tipologie di interventi.
“Il quarto pilastro, la riduzione del danno – prosegue il documento -, rischia, a causa del furore ideologico di cui è oggetto, di rimanere la Cenerentola della strategia complessiva di contrasto alle dipendenze”. Secondo il Gruppo Abele le politiche di riduzione del danno risentono di una mancanza di clima adeguato ad una “serena valutazione della sua efficacia”.
In riferimento all’alcool, definito “una droga largamente consumata, socialmente accettata, che muove enormi interessi economici”, si rende necessario, secondo l’Associazione, trovare un equilibrio negli interventi tra sostanze psicoattive legali e illegali, “tenendo conto del punto di vista di molti consumatori che nei comportamenti di assunzione sono motivati dagli effetti delle diverse sostanze e dal loro costo. Il diverso statuto di legalità/illegalità – prosegue il documento -, soprattutto per quanto riguarda alcool e cannabis, appare incongruente e in molti casi ipocrita”.
La presa di posizione del Gruppo Abele segue quella già firmata nel febbraio scorso da Antigone, Cgil, Cnca, Cnnd, Forum Droghe, Forum Salute Mentale, Gruppo Abele, Itaca Italia.
Clicca qui per leggere il testo integrale della presa di posizione del Gruppo Abele. (lINK)



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