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Omicidio Garofalo: funerali in piazza a Milano il 19 ottobre

11 Oct Omicidio Garofalo: funerali in piazza a Milano il 19 ottobre

11.10.2013 | Ansa


Milano – Dal sindaco Giuliano Pisapia e dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti, la conferma: i funerali di Lea Garofalo, l’ex testimone di giustizia calabrese uccisa nel 2009 e il cui corpo venne poi bruciato, si svolgeranno sabato prossimo a Milano. Anche se Lea non era nata sotto la Madonnina. Anzi, nel capoluogo lombardo, dove si era trasferita, trovò la morte. Ma qui sara’ ricordata. E i giardini di fronte al luogo dove venne rapita, quel palazzo di via Montello ex ”fortino dell’ndrangheta”, porteranno il suo nome. ”Denise, la figlia di Lea Garofalo, ha voluto che il funerale di sua madre si tenesse a Milano”, ha spiegato Pisapia che ha indicato in piazza Beccaria il luogo dove si svolgerà, a quattro anni dalla morte, l’ultimo saluto in forma civile a Lea Garofalo. Anche se tutto deve essere ancora confermato e sempre ”per motivi di sicurezza” non c’è ancora certezza sull’orario (ma dovrebbe essere alle 10.30). Era stato sempre il sindaco, a settembre, ad annunciare la scelta di Denise, che ora vive sotto protezione, di tenere i funerali civili nel capoluogo lombardo. ”Lea non era nata a Milano – ha aggiunto Pisapia – ma in questa citta’ era arrivata piena di speranze, qui ha avuto il coraggio di ribellarsi all’ndrangheta diventando testimone di giustizia. Un coraggio che ha pagato con la vita”.  Sabato allora ”sarà un momento di riflessione che coinvolgerà tutta la città, una dimostrazione del fatto che la città si è ribellata a ogni tentativo di infiltrazione mafiosa”, ha proseguito il sindaco. In programma ci saranno tutta una serie di eventi, organizzati anche nel pomeriggio con l’associazione Libera: l’intitolazione a Lea del giardino di via Montello con lo svelamento di una targa, una festa cittadina, performance teatrali e pannelli informativi sulla storia della donna, una ‘scatola della memoria’ per lasciare a Denise messaggi di sostegno e per proporre azioni e iniziative antimafia e la dedica a Lea del secondo festival dei Beni Confiscati che si svolgerà a Milano dall’8 al 10 novembre. Per i funerali Milano si colorerà con tremila bandiere gialle – con sopra il volto dell’ex collaboratrice di giustizia e la scritta ‘Vedo, sento, parlo’ – e verranno distribuiti i segnalibro ideati dalla figlia Denise su cui sara’ scritto: ‘In ricordo di Lea, la mia giovane mamma, uccisa per il suo coraggio’. ”E’ un segno positivo dell’importanza della cultura come forma di contrasto della cultura criminale e mafiosa”, ha sostenuto don Ciotti che ha poi sottolineato che sabato ”l’importante e’ esserci”. Anche per testimoniare che, come ha affermato il sindaco Pisapia, ”Milano è in prima fila nella lotta contro le mafie. Non è immune alle infiltrazioni, ma con questa amministrazione ha creato argini forti”. Per il delitto di Lea Garofalo, nel maggio scorso, la Corte d’Assise d’Appello di Milano, ha confermato quattro ergastoli, anche nei confronti dell’ex compagno della donna, Carlo Cosco.

Milano – La giornata di sabato sarà anche una giornata di eventi, organizzati con l’associazione Libera, in ricordo di Lea, con l’intitolazione alla donna del giardino di via Montello (un luogo che ”è stato per troppo tempo in mano alla mafia e che ora e’ stato sgomberato”), l’organizzazione di una festa cittadina, performance teatrali che ne ripercorreranno la vicenda, pannelli informativi, oltre alla dedica del secondo festival dei Beni Confiscati che si svolgerà a Milano dall’8 al 10 novembre. ”Milano e’ in prima fila nella lotta contro le mafie e lo testimoniano anche le motivazioni con cui il Comune e’ stato ammesso come parte civile nel processo contro gli assassini di Lea – ha concluso Pisapia – Il Tribunale ha riconosciuto come il Comune abbia concretamente ‘dimostrato di essere intervenuto con la propria attivita’ amministrativa nel contrasto alle culture mafiose”. Insieme al sindaco, oggi in conferenza stampa, c’era anche don Luigi Ciotti che ha mostrato la bandiera (gialla, con il volto di Lea e la scritta ‘Vedo, sento, parlo’) che sara’ distribuita in tremila esemplari durante i funerali, insieme ”a un piccolo dono voluto dalla figlia, Denise, che ha pensato a un segnalibro su cui sarà scritto ‘In ricordo di Lea, la mia giovane mamma, uccisa per il suo coraggio”’. Un oggetto che, secondo don Ciotti ”è un segno positivo dell’importanza della cultura come forma di contrasto della cultura criminale e mafiosa”. Quindi ha concluso ricordando come ”tutti abbiamo un debito con chi e’ stato assassinato o e’ rimasto solo, l’importante allora è esserci sabato in piazza”.

Milano – Si svolgeranno il 19 ottobre in piazza Beccaria a Milano i funerali di Lea Garofalo, la testimone di giustizia calabrese che venne uccisa il 24 novembre del 2009 a Milano e il cui corpo venne poi bruciato. Si tratterà di una cerimonia civile in piazza in cui parleranno il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il presidente di Libera don Luigi Ciotti. A settembre è stato il sindaco Giuliano Pisapia ad annunciare che i funerali si sarebbero svolti a Milano, come ha chiesto la figlia Denise che ora vive sotto protezione. Per l’occasione il coordinamento della Lombardia di Libera ha lanciato la campagna di sensibilizzazione ‘IO VEDO, IO SENTO, IO PARLO! e tu da che parte STAI?’ chiedendo di appendere una bandiera o un lenzuolo con scritto ‘io vedo, io sento, io parlo’ e il viso di Lea da locali pubblici e palazzi. Alla campagna ha aderito anche la Provincia di Milano: il consiglio ha approvato oggi una mozione presentata dal Pd che impegna Palazzo Isimbardi, ha spiegato il consigliere Enrico Borg, non solo ad esporre la bandiera, ma anche a partecipare ala cerimonia e promuovere iniziative nelle scuole e nei luoghi pubblici. ”Hanno aderito anche tante scuole – ha spiegato Davide Salluzzo di Libera – è bene che anche le istituzioni espongano questa bandiera”. ”La campagna – ha aggiunto – non è in occasione del funerale, ma parte adesso per dire che non è possibile che ci siano queste morti, che ci siano persone lasciate sole e che la città abbia tollerato tutto quello che avveniva in via Montello”, dove è poi stato smantellato il fortino della famiglia Cosco. Per il delitto di Lea Garofalo, nel maggio scorso, la Corte d’Assise d’Appello di Milano, ha confermato quattro ergastoli, anche nei confronti dell’ex compagno della donna, Carlo Cosco.



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