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Oms: l’abuso di alcol cresce fra i giovani e nei paesi poveri

13 Sep Oms: l’abuso di alcol cresce fra i giovani e nei paesi poveri

In vista del prossimo Meeting globale sulle malattie non contagiose, previsto il 19 settembre, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha diffuso un rapporto sul consumo di alcool nella popolazione mondiale e i problemi a esso correlati.
La relazione raccoglie indagini provenienti da oltre 100 paesi. I dati, messi a confronto, dicono che “il consumo nocivo di alcol provoca la morte di 2,5 milioni di persone ogni anno, nonché la malattia e il ferimento di molte altre, e colpisce sempre più le giovani generazioni e i bevitori nei paesi in via di sviluppo”. La maggior parte dei decessi alcol-correlati dipendono da ferite, malattie cardiovascolari, cirrosi epatica, vari tipi di tumore e infezioni, come l’hiv, la tubercolosi e le malattie veneree. A livello globale, il 6,2% delle morti maschili sono da ricondurre a un uso nocivo di alcol, contro l’1,1% fra le donne. Ogni anno 320 mila giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni muoiono per cause alcol-correlate, cifra  che equivale al 9% del totale dei decessi in questa fascia d’età.
Secondo il Rapporto dell’Oms, il consumo mondiale nel 2005 è stato pari a 6,13 litri di alcol puro per persona (al di sopra dei 15 anni) nell’arco di 12 mesi. La maglia nera per il consumo e le conseguenze va alla federazione russa, dove un uomo su cinque muore per cause alcol-correlate.
Un’analisi svolta negli anni 2001-2005 mostrava livelli di consumo relativamente stabili nei paesi delle Americhe, dell’Europa, del Mediterraneo orientale e del Pacifico occidentale, mentre erano in forte aumento in Africa e nel Sud-est asiatico.
L’abuso di alcolici si può definire come una forma “sballo” legalizzato, e la prevenzione è un punto dolente. Spiega la relazione come siano ancora troppo pochi i paesi che utilizzano efficaci politiche per prevenire morti, malattie e lesioni da uso di alcol. “Dal 1999, quando l’Oms ha iniziato a riferire sulle politiche in materia di alcol, almeno 34 paesi hanno adottato qualche tipo di politica formale per ridurre l’uso nocivo. Restrizioni alla commercializzazione di alcol e su alcol e guida sono aumentate, ma non ci sono tendenze chiare sulla maggior parte delle misure di prevenzione.”
Questa attenzione da parte dell’Oms all’uso problematico dell’alcol e alle alcol-dipendenze – sottolinea Leopoldo Grosso del Gruppo Abele – è importante. Soprattutto in un periodo in cui si tende a puntare l’indice quasi esclusivamente sulle “droghe illegali”, dimenticando quanto possa rivelarsi altrettanto pericoloso l’abuso di certe sostanze psicoattive legali, tra cui l’alcol è fra le più diffuse, insieme a tabacco e psicofarmaci.

(toni castellano)



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