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Ostaggi dimenticati

07 Dec Ostaggi dimenticati

Sinai_2Sono 250 persone, per la maggior parte eritrei ma anche somali, etiopi e sudanesi. Migranti in viaggio nel deserto del Sinai verso il confine con Israele, scortati dai trafficanti di uomini ai quali hanno pagato 2.000 dollari a testa per raggiungere un Paese dove cominciare finalmente una vita libera e dignitosa. Ma quegli stessi trafficanti li hanno presi in ostaggio, nel mezzo del deserto, e ora pretendono dalle loro famiglie un riscatto di 8.000 dollari a testa per rilasciarli.
Sono soprattutto uomini, ma anche donne in gravidanza e bambini, prigionieri ormai dal 20 novembre in condizioni disumane. Alcuni, racconta don Mussie Zerai, sacerdote eritreo in contatto con loro, sono stati uccisi. I sopravvissuti sono allo stremo delle forze per la fame, la sete e le violenze subite.
Fra loro – denuncia l’osservatorio Italia-razzismo – ci sono anche alcune persone respinte l’estate scorsa mentre cercavano di raggiungere le coste italiane, e già passate per la prigionia nel carcere libico di Al-Braq.
Dopo che il Papa ha ricordato la drammatica situazione degli ostaggi durante l’Angelus del 5 dicembre, questa mattina l’associazione “A buon diritto” e il “Consiglio italiano per i rifugiati” hanno lanciato un appello alle istituzioni italiane perché facciano il possibile per sbloccare la situazione.



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