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Padre Puglisi: don Ciotti, ci sprona a vivere con impegno

28 Jun Padre Puglisi: don Ciotti, ci sprona a vivere con impegno

28.06.2012 | Agenzie varie

Ansa
Roma – “Quel modello di prete che la mafia voleva cacciare in sagrestia, oggi viene riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo”. A sostenerlo è don Luigi Ciotti, a proposito della beatificazione di Padre Puglisi. “Morì per strada, dove viveva – ricorda Don Ciotti – dove incontrava i ‘piccoli’, gli adulti, gli anziani, quanti avevano bisogno di aiuto e quanti, con la propria condotta, si rendevano responsabili di illegalità, soprusi e violenze. Probabilmente per questo lo hanno ucciso: perché un modo così radicale di abitare la strada e di esercitare il ministero del parroco è scomodo. Lo hanno ucciso nell’illusione di spegnere una presenza fatta di ascolto, di denuncia, di condivisione. Quel modello di prete, che la mafia voleva cacciare in sagrestia, viene oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo’. ‘Il prete palermitano – prosegue Don Ciotti- ha incarnato pienamente la povertà, la fatica, la libertà e la gioia del vivere, come preti, in parrocchia. Con la sua testimonianza don Pino ci sprona a sostenere quanti vivono questa stessa realtà con impegno e silenzio’.

Adnkronos
Roma – “La vita di Padre Puglisi, il suo impegno sacerdotale, la sua voglia di strappare i ragazzi dalla strada, la sua passione educativa, il suo coraggio sociale fino ad esporsi anche contro il potere mafioso diventano oggi per la chiesa un ‘modello’ di santità cristiana, ma per molti altri era già un esempio di coraggioso impegno civile”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera commenta, in una nota, la notizia della beatificazione di Padre Puglisi. “Morì per strada, dove viveva – ricorda – dove incontrava i ‘piccoli’, gli adulti, gli anziani, quanti avevano bisogno di aiuto e quanti, con la propria condotta, si rendevano responsabili di illegalità, soprusi e violenze. Probabilmente per questo lo hanno ucciso: perché un modo così radicale di abitare la strada e di
esercitare il ministero del parroco è scomodo. Lo hanno ucciso nell’illusione di spegnere una presenza fatta di ascolto, di denuncia, di condivisione. Quel modello di prete che la mafia voleva cacciare in sagrestia viene oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo”. “La speranza che suscita oggi padre Puglisi è il dare dignità a tutti coloro che costruiscono nella chiesa catechesi ed evangelizzazione a partire dalla strada, dai poveri, dagli ultimi. Il prete palermitano – prosegue Don Ciotti – ha incarnato pienamente la povertà, la fatica, la libertà e la gioia del vivere, come preti, in parrocchia. Con la sua testimonianza don Pino ci sprona a sostenere quanti vivono questa stessa realtà con impegno e silenzio”. La beatificazione di Padre Puglisi – conclude Don Ciotti – rilancia il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ‘convertitevi’ e quello di Benedetto XVI nella piazza Politeama di Palermo ‘la mafia strada di morte'”.

Asca
Roma – ‘Morì per strada, dove viveva, dove incontrava i ‘piccoli’, gli adulti, gli anziani, quanti avevano bisogno di aiuto e quanti, con la propria condotta, si rendevano responsabili di illegalità, soprusi e violenze. Probabilmente per questo lo hanno ucciso: perché un modo così radicale di abitare la strada e di esercitare il ministero del parroco è scomodo. Lo hanno ucciso nell’illusione di spegnere una presenza fatta di ascolto, di denuncia, di condivisione. Quel modello di prete che la mafia voleva cacciare in sagrestia viene oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo. La speranza che suscita oggi padre Puglisi è il dare dignità a tutti coloro che costruiscono nella chiesa catechesi e evangelizzazione a partire dalla strada, dai poveri, dagli ultimi’. Così don Luigi Ciotti, presidente di ‘Libera’ commenta la notizia della beatificazione di Padre Puglisi. ‘Il prete palermitano – prosegue Don Ciotti – ha incarnato pienamente la povertà, la fatica, la libertà e la gioia del vivere, come preti, in parrocchia. Con la sua testimonianza don Pino ci sprona a sostenere quanti vivono questa stessa realtà con impegno e silenzio. La vita di Padre Puglisi, il suo impegno sacerdotale, la sua voglia di strappare i ragazzi dalla strada, la sua passione educativa, il suo coraggio sociale fino ad esporsi anche contro il potere mafioso – ricorda don Ciotti – diventano oggi per la chiesa un ‘modello’ di santità cristiana, ma per molti altri era già un esempio di coraggioso impegno civile. La beatificazione di Padre Puglisi – conclude – rilancia il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ‘convertitevi’ e quello di Benedetto XVI nella piazza Politeama di Palermo ‘la mafia strada di morte”.



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