About Us

Pena di morte in calo, ma non è ancora una buona notizia

05 Aug Pena di morte in calo, ma non è ancora una buona notizia

penadimorteL’associazione Nessuno tocchi Caino, impegnata nella tutela dei diritti umani e nell’abolizione della pena di morte, ha pubblicato il rapporto annuale sullo stato mondiale delle esecuzioni capitali.
I risultati dicono che i Paesi che applicano ancora l’estrema condanna sono in numero calante (42 oggi contro i 45 del 2009) ma la cifra delle esecuzioni è comunque aumentata. Le vite stroncate dalla Giustizia sono state 5.837 l’anno scorso, a fronte delle 5.741 del 2009, anche se si sa con certezza che molti Paesi che applicano queste misure non vogliono diffondere i dati. Il primato, ancora una volta, spetta alla Cina, dove analogamente al 2009 si stima siano avvenute circa 5.000 esecuzioni, l’85,6% del totale. Al secondo posto c’é l’Iran con 546 morti di Stato, la Corea del Nord occupa la terza posizione con 60 esecuzioni.
Risultano purtroppo in aumento nei paesi a maggioranza musulmana le pene di morte dettate dall’interpretazione da parte dei tribunali islamici della Sharia (la Legge di Dio): 714 esecuzioni nel 2010 contro le 658 del 2009.
Il rapporto mette ancora una volta in luce il legame stretto che esiste tra gli ordinamenti giudiziari che prevedono la pena di morte e i loro assetti politici. Il 99% delle esecuzioni mondiali avvengono infatti in Paesi i cui regimi sono dittatoriali, autoritari o illiberali. Le eccezioni che mantengono l’estrema misura nella schiera dei Paesi liberali sono 7, tra questi gli Stati Uniti e in Europa la Bielorussia.
Nessuno tocchi Caino accompagna il rapporto 2011 con previsioni di miglioramento. Le prospettive positive di abolizione della pena di morte sono motivate dagli stravolgimenti politici e sociali che hanno animato le recenti rivolte nei Paesi arabi. Alcuni dei più solidi regimi dittatoriali sono stati deposti, quello che ci si aspetta ora sono riforme democratiche e umanitarie, la cui richiesta è stata l’origine delle stesse insurrezioni.



Facebook

Twitter

YouTube