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Peppino Impastato: salviamo la sua memoria dalla discarica

20 Sep Peppino Impastato: salviamo la sua memoria dalla discarica

_luogo__peppino_impastatoPeppino Impastato è stato ucciso il 9 maggio di 33 anni fa a Cinisi, Palermo, vicino a un casolare in contrada Feudo. Sulle mura di quel casolare è comparso in questi giorni un cartello che recita “Vergogna, non avete rispetto per questo luogo”. Tutto intorno infatti ci sono solo calcinacci, infissi abbandonati e sterpaglie. Sebbene il terreno sia diventato meta di pellegrinaggio per coloro che vogliono conoscere i luoghi in cui Peppino ha lottato e pagato con la vita la sua ribellione alla legge mafiosa, e nonostante il comune di Cinisi avesse intenzione di acquisire l’area per farne un luogo di memoria, i fondi non sono mai stati stanziati.
Così il casolare è ormai un discarica e Giovanni Impastato, fratello del giovane attivista che fu voce e anima di Radio Aut, ha lanciato un appello sulle pagine di Repubblica Palermo: “salviamo il casolare e tutto ciò che qui attorno conserva l’ultimo respiro di Peppino”. L’appello è stato raccolto e amplificato da Giulio Cavalli, consigliere regionale della Lombardia, regista, attore e scrittore, che proprio all’ironia critica di Peppino Impastato si è ispirato per produrre alcuni dei suoi spettacoli teatrali. Sul suo blog Cavalli scrive “Un Paese civile non può lasciare marcire i luoghi della memoria dei propri uomini, lasciati soli già una volta”. Per questo motivo è stata preparata una sottoscrizione da inoltrare al sindaco di Cinisi perché – prosegue Cavalli “le idee di Peppino Impastato sono le idee di tante Cinisi nel mondo”. Firmando l’appello ognuno può far sentire la propria voce, unirla a quella di tanti altri che credono che il messaggio di Peppino sia ancora oggi forte e chiaro. “Bussiamo alla porta di Cinisi – scrive ancora Cavalli – per chiedere il rispetto per un luogo di memoria. Nostra”.

(toni castellano)



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