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Per le politiche sociali

22 Nov Per le politiche sociali

La rete interassociativa “Cresce il Welfare, cresce l’Italia”, di cui il Gruppo Abele fa parte, lancia un appello al Senato della Repubblica, sottolineando il progressivo abbandono da parte dello Stato nei confronti delle politiche sociali: il bilancio degli ultimi cinque anni è -92% di fondi sociali.

Esiste un’emergenza grave nel nostro Paese: è lo stato delle politiche sociali.

Anni di progressivo abbandono, ripetuti tagli (- 92% in cinque anni a Fondi sociali), riforme annunciate e rinviate, hanno relegato l’Italia agli ultimi posti in Europa in quanto a protezione sociale.

Un Paese con un welfare debole non cresce nemmeno economicamente. Questo è l’allarme che la Rete interassociativa “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ma lanciato, per l’ennesima volta, il il 31 ottobre durante la mobilitazione in Piazza Montecitorio.
Abbiamo incontrato, in quella occasione, tutti i capigruppo della Camera dei deputati evidenziando le preoccupazioni e proposte sulle politiche sociali in Italia.

Il timido rifinanzimento del Fondo per le politiche sociali e per la non autosufficienza è del tutto inadeguato alla dimensione e alla complessità di un problema che attraversa l’Italia e colpisce i suoi Cittadini, specie quelli più esposti: gli anziani, le persone con disabilità, i senza-lavoro, i migranti e le famiglie che sempre più numerose varcano la soglia della povertà.

Al Senato chiediamo una svolta che dia fiducia a tanti cittadini, favorisca la coesione e l’equità, rilanci davvero l’economia: aumentare già nella legge di stabilità le disponibilità finanziare dei Fondi sociali, ripensare alle politiche sociali, approvare celermente riforme importanti come la definizione dei livelli essenziali di assistenza e il piano per la non autosufficienza.

Inoltre chiediamo che dal disegno di legge di stabilità vengano eliminate che misure che inesorabilmente danneggerebbero gravemente molti cittadini già in difficoltà.

Il disegno di Legge prevede infatti l’ennesimo taglio lineare della spesa in ambito sanitario innalzando al 10% (oggi è del 5%) la riduzione degli oneri per i contratti di prestazione di servizi. Il che significa che verranno erogati ai Cittadini meno servizi o servizi di qualità inferiore. Questa misura colpisce indistintamente le persone, anche quelle che necessitano strettamente di interventi di riabilitazione come molte persone con disabilità spesso destinate ad aggravarsi in assenza di interventi riabilitativi.

Altramente; ANPAS – Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze; ARCI; Arciragazzi; ASC – Arci Servizio Civile Nazionale; Associazione Antigone; Associazione Nuovo Welfare; Auser; CGIL; Cilap-Eapn Italia; Cittadinanzattiva; CNCA; Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo “Franco Basaglia”; Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali; Coordinamento Nazionale Nuove Droghe; Federconsumatori; FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap; Fondazione Franca e Franco Basaglia; Forum Droghe; Forum Nazionale Salute Mentale; FP-CGIL; Gruppo Abele; Grusol – Gruppo Solidarietà; Handy Cup Onlus; INCA; IRES; Itaca – Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze; Jesuit Social Network Italia Onlus; La Bottega del Possibile; La Rivista delle Politiche Sociali; Legacoopsociali; Mama Africa Onlus; Opera Don Calabria; Psichiatria Democratica; SOS Sanità; SPI-CGIL; Stop OPG; UIL; Uisp; UNASAM; Università Del Terzo Settore.

 

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