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Perché il diritto di tutti non diventi il privilegio di pochi

16 May Perché il diritto di tutti non diventi il privilegio di pochi

fiomokRiportiamo la lettera con cui Luigi Ciotti, l’associazione Gruppo Abele e la rete “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” esprimono la propria vicinanza alla Fiom in vista della manifestazione del 18 maggio. Don Ciotti: “sappiatemi con voi, anche se non fisicamente, con il cuore e con l’impegno”. Perché il diritto di tutti non diventi privilegio di pochi.

Caro Maurizio e cari amici della Fiom,
anche se non fisicamente, il 18 maggio sappiatemi con voi con il cuore e l’impegno.
Già nel titolo, la manifestazione pronuncia la parola chiave per uscire da questo drammatico frangente: diritti.
Prima che economica, questa è infatti una crisi dei diritti, una crisi etica e culturale. Culturale, perché ha corroso l’ideale che ha ispirato la formazione e lo sviluppo delle moderne democrazie: il riconoscimento del nostro essere diversi come persone e uguali come cittadini.
Etica, perché ne ha affievolito – o ridotto a mera formula retorica – l’ingrediente essenziale: la responsabilità, la consapevolezza che le nostre vite si alimentano l’un l’altra in un progetto collettivo a cui tutti siamo chiamati a contribuire.
Gli effetti di questa deriva etica e culturale li tocchiamo oggi con mano, e la vostra iniziativa li denuncia tutti: aumento delle disuguaglianze, diffusione della povertà, smantellamento dei servizi sociali, riduzione drastica delle risorse necessarie a garantire la qualità della scuola e dell’assistenza sanitaria, cioè i capisaldi della democrazia. E – a rendere il quadro ancora più scoraggiante – la crescita impetuosa della disoccupazione.

In palese contrasto con l’orientamento della Costituzione, il lavoro è stato umiliato e offeso, spogliato da tutta una serie di garanzie che – ci veniva detto – impedivano di stare sul mercato e conseguire, superate alcune turbolenze, un più diffuso benessere. Che cosa è accaduto lo sappiamo: non solo le turbolenze non sono state superate, ma si sono aggravate al punto da cancellare l’occupazione o degradarla a prestazione occasionale quando non servile.
Voltare pagina significa allora certo dare all’economia una diversa direzione, a partire da quelle misure che la vostra iniziativa richiede con forza: una più equa distribuzione della ricchezza, una lotta sistematica all’evasione fiscale, un reddito di cittadinanza, una riconversione industriale nel segno delle energie pulite e rinnovabili. Ma al contempo è necessario un grande investimento educativo e culturale. La parola “crescita” non può infatti essere solo sinonimo di ripresa dei consumi e del prodotto interno lordo. Una società cresce, diventa adulta e responsabile, quando diventa capace di prevenire le sue sofferenze, quando sa includere e riconoscere, quando si libera dalla peste della corruzione e riduce le “zone grigie” tra mafie e politica, quando fa della legalità uno strumento di giustizia e non di potere, quando capisce che la prima delle ricchezze è quella che deriva dalla cura e dall’affermazione dei diritti: l’istruzione, la salute, la casa e, appunto, il lavoro.
Voi siete una delle espressioni più belle di questa società che vuole crescere, essere adulta e generosa, mettere l’interesse generale prima di quello individuale e impedire che il diritto di tutti diventi il privilegio di pochi.
Perciò bisogna dirvi grazie, perciò dobbiamo camminare insieme. Vi sono accanto con Libera e il Gruppo Abele.

don Luigi Ciotti



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