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Povertà: basta disuguaglianze, al via rete “Numeri Pari”

17 Jan Povertà: basta disuguaglianze, al via rete “Numeri Pari”

17.01.2017 | Ansa
Povertà: basta disuguaglianze, al via rete “Numeri Pari'”
Roma – Istituire in Italia un reddito di dignità, “superando lo ‘spezzatino’ delle tante ma insufficienti, a volte contraddittorie, misure assistenziali”; raggiungere l’obiettivo di “sfratti zero” per “un impegno nel contrasto delle nuove povertà”; consentire alla spesa sociale di rimanere fuori dal patto di stabilità; ripartire da un’economia a dimensione locale e garantire attenzione ai migranti. Sono alcuni degli obiettivi della neonata rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità “Numeri pari”, presentata oggi a Roma. L’impegno delle rete, promossa da Gruppo Abele, Libera, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza e Rete della Conoscenza, sarà “rafforzare l’azione tra ‘eguali’ nei territori, costruendo iniziative locali che uniscano tutte le forze delle diverse organizzazioni e dei cittadini, dando luogo a significative sperimentazioni per un effettivo welfare municipale”. La rete, ha osservato don Armando Zappolini, portavoce di Numeri Pari assieme a Leopoldo Grosso, è “una reazione dal basso, che vuole dare visibilità alle tante iniziative avviate per aiutare le persone, e una denuncia forte all’opinione pubblica e alla politica, che sembrano essersi distratte di fronte al dramma di milioni di persone” in povertà. “Mettiamoci due a due accanto, cominciamo a denunciare e a costruire storie e a dire che ci deve essere un futuro possibile, non si può pensare che il mondo possa resistere ancora in questo modo senza esplodere in una reazione devastante e incontrollata”. “Questa è un’iniziativa di solidarietà a livello locale – ha aggiunto Grosso – il nodo sarà sul Sostegno inclusione attiva”, da cui, secondo la rete, bisogna ripartire. “E’ il noi che vince – ha concluso don Luigi Ciotti, presidente di Libera – per un’azione sociale è necessario unire le nostre forze. Dobbiamo essere un pungolo propositivo perchè la politica faccia la propria parte”. Alla rete, è stato spiegato durante l’incontro , stanno aderendo centinaia di organizzazioni sociali in tutta Italia. Numeri Pari si articola in nodi territoriali, che portano avanti l’attività della rete a livello locale. “Questa rete non ha nessuna etichetta – ha insistito don Ciotti – nessuno ci può mettere il cappello sopra, deve essere libera”.

Povertà: don Ciotti, c’è stato divorzio tra politica ed etica
Roma – “Politica è etica, ma c’è stato un divorzio, dobbiamo recuperare questa forza e dimensione. Dobbiamo recuperare molta umanità nei nostri servizi, nelle nostre realtà e nei nostri rapporti; recuperi anche la politica un’attenzione” verso la marginalità. “Solo mettendoci nei panni degli altri riusciamo a costruire delle politiche che siano a servizio degli altri”. Lo ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, alla presentazione, oggi a Roma, della rete contro le disuguaglianze “Numeri pari”, ricordando che “la nostra società viaggia su una doppia corsia, dove il ricco è sempre più ricco e la fascia dell’esclusione” si allarga. Don Ciotti ha quindi invitato tutti ad “alzare la voce quando altri scelgono il prudente silenzio” e ha ricordato che “se oggi i diritti sono così deboli, non è solo a causa di chi li attacca ma anche di chi li ha difesi troppo fiaccamente: qualcosa di più si poteva fare”. In questi anni, ha concluso, “non ho sentito delle voci ferme contro i muri, ho sentito commuoversi tante volte quando i barconi andavano giù ma poi quanta indifferenze e delega. Non ho sentito voci forti e chiare sui 4,6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta e sono disperate. Bisogna che uno si fermi e si interroghi”.

17.01.2017 | Agenzia DireGiovani
Sociale. Don Luigi Ciotti: su povertà occorre alzare la voce
Roma – “‘Numeri Pari resti libera, per chiedere ciò che è giusto per tutti. Ho visto tanti commuoversi quando i barconi andavano giù, ma poi quanta indifferenza, quanta delega. Non ho sentito delle voci forti e chiare di fronte a 4 milioni e 600mila persone che vivono e sono disperate”. Questo il commento a diregiovani.it di Don Luigi Ciotti, a margine della conferenza stampa di presentazione di ‘Numeri Pari’, la rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità promossa da Gruppo Abele, Libera, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) e Rete della Conoscenza. Il coordinamento, che prende idealmente il testimone di ‘Miseria Ladra’, la campagna promossa negli scorsi anni con le stesse finalità da Libera e Gruppo Abele, nasce su un documento base promosso dai vari soggetti della rete, che continueranno ad agire a livello territoriale attraverso forme di democrazia partecipativa e comunitaria. “Il popolo della strada è triplicato- continua Don Ciotti-. C’è bisogno di fermarsi e di porsi delle domande, anche sulle nostre fragilità, non dimenticando le cose positive che sono state fatte”. Fermarsi, interrogarsi, individuare le proprie responsabilità. Proprio di responsabilità don Ciotti parla in conferenza stampa, sottolineando la necessità di “alzare la voce” contro le disuguaglianze e la povertà, per “non diventare complici” di un’indifferenza generalizzata o di “interventi spezzettati” che non risolvono il problema alla radice, per far partire una “rivoluzione culturale che inizi dentro di noi”. “‘Numeri Pari’ deve diventare uno stimolo positivo per valorizzare le cose belle delle città, delle amministrazioni e della politica ma deve agire anche in modo molto libero- sostiene Don Ciotti-. Questa rete non può avere nessuna etichetta, nessuno può metterci un cappello sopra. Deve essere libera, libera dentro per poter chiedere ciò che è giusto per tutti, per il bene comune”.

Sociale. Disuguaglianze e povertà, nasce la rete “Numeri Pari”
Roma – “C’è l’urgenza di una reazione diversa a ciò che viviamo- afferma il presidente del Cnca don Armando Zappolini-. Sono anni che abbiamo vissuto sulla strada, con la prima accoglienza. Questa esperienza ha portato alla creazione di servizi nuovi, ma il progetto di rinchiudere tutto e tutti nel servizio sociale e nel volontariato è un limite, perchè vuol dire che noi stiamo nelle nostre strutture ma fuori il nostro mondo ce lo stanno massacrando”. E di un mondo che soffre parla anche Don Luigi Ciotti, che invita a prendere coscienza che la situazione di povertà dilagante non è solo “responsabilità della politica, ma responsabilità di tutti”. Per questo il fondatore di Libera invita a “farsi un esame di coscienza” e ad “alzare la voce”, per evitare la creazione di “un’Europa e un’Italia a doppia corsia”, per lavorare per l’inclusione sociale “che sta alla base della nostra democrazia”, per fare in modo che “i beni comuni non obbediscano alla logica di mercato, perchè hanno a che fare con la vita e la vita non è una merce”. “La politica nasce per governare le città, per garantire la giustizia sociale e la pacifica convivenza- ribadisce Don Luigi Ciotti-. La politica nasce dall’etica. Oggi c’è spesso un divorzio della politica dall’etica, perchè altrimenti non saremmo arrivati a questi numeri di esclusione e marginalità. Invece tra politica e etica non c’è la congiunzione ma il verbo. Politica è etica. Etica è politica. E politica per la comunità”. Una comunità che non deve assuefarsi alla povertà e deve ripartire dalle esperienze positive, che pure ci sono. È il caso di ‘Baobab experience’, la rete informale di cittadini che si è costituita a Roma per accogliere e assistere i migranti transitanti e i richiedenti asilo, tra i soggetti più esposti al rischio povertà: “Baobab è una rete di cittadini che hanno messo assieme la propria professionalità, esperienza e sensibilità e hanno creato un modello di accoglienza considerato anche in Europa diverso, migliore, che va oltre l’assistenzialismo- dichiara Viola De Andrade Piroli di ‘Babobab experience’-. Dobbiamo aprire i centri di accoglienza alla città e fare in modo che la città entri nei centri di accoglienza per evitare la ghettizzazione di questi luoghi”.

Un’esperienza, quella del Baobab, che continua a vivere grandi difficoltà a causa degli sgomberi, soprattutto in questi giorni di freddo intenso: “Non ci viene permesso neanche di montare una tenda o gli impianti igienici. Continuiamo a sprecare beni donati dalla cittadinanza- continua-. In questi mesi di attività 60.000 migranti in transito e richiedenti asilo sono stati accolti da ‘Baobab experience’, a costo zero per il Comune e con enorme difficoltà. In queste settimane di freddo la notte grazie a strutture di associazioni e sindacati che aprono le porte delle proprie sede ogni sera facciamo delle carovane per portare i ragazzi al di fuori di strutture sociali. Per fortuna siamo molti- conclude-. Cè tanta voglia dal basso di agire e questa è la cosa più bella”. Oltre agli immigrati sono a rischio povertà anche i giovani, come sottolinea Martina Carpani, coordinatrice della Rete della Conoscenza che partecipa al movimento proprio per ribadire la necessità di sostenere il diritto allo studio e lavorare ad un miglioramento delle condizioni dei giovani anche attraverso l’istituzione di un reddito di dignità. ‘Numeri pari’, articolato in nodi territoriali che portano avanti vertenze e progetti locali condividendo a livello nazionale l’impegno e gli obiettivi del documento base, fa parte dei Movimenti Popolari protagonisti del terzo incontro mondiale organizzato a Roma lo scorso 5 novembre su iniziativa di papa Francesco. E proprio dal pontefice i fondatori della rete riprendono il concetto di ‘ecologia integrale’, un nuovo sistema economico-sociale che “pone l’accento sulla relazione come fondamento di ogni forma di vita” e in cui “condizione sociale e ambientale siano considerate due facce della stessa medaglia”, come spiega Ciotti. Il coordinamento è presente su Facebook alla pagina ‘Rete Numeri Pari’ e dal 24 gennaio sarà sul web con un sito geolocalizzato, in cui sarà possibile avere un elenco completo di realtà che lavorano nel sociale sull’intero territorio nazionale.

17.01.2017 | Omniroma
Povertà, Bonafoni/(Si-Sel): politica sappia cogliere appello rete “Numeri Pari”
Roma – “Di fronte alle povertà che avanzano, alla disuguaglianza che aumenta, al progressivo divorzio tra cittadini e istituzioni, la politica deve saper cogliere l’appello che arriva dalla neonata rete ‘Numeri Pari’, frutto dell’incontro e dell’impegno di centinaia di realtà locali e nazionali attive sui nostri territori. Poveri, migranti, giovani, senza casa, disabili e quindi reddito, beni comuni, ecologia, istruzione, mutualismo sociale, inclusione: a questo la politica deve tornare a guardare attraverso un investimento di pensiero e di risorse, con politiche capaci allo stesso tempo di affrontare l’attuale emergenza e di avere quello sguardo lungo che è la nostra stessa Costituzione a indicarci con grande nettezza. Ha ragione don Ciotti, va ricucito lo strappo che si è consumato negli ultimi decenni tra politica ed etica, e farlo alzando la voce e portando ad esempio le moltissime battaglie sociali e quotidiane che centinaia di realtà combattono tutti i giorni nel nostro Paese, è uno sforzo grande e generoso che non può non essere colto”. Lo dichiara in una nota Marta Bonafoni, consigliera regionale di Si-Sel.

17.01.2017 | Redattore Sociale
Contro le disuguaglianze nasce Numeri pari, la rete delle associazioni per il sociale
Un’iniziativa nuova fondata dalle storiche realtà del mondo del sociale che si propone di contrastare le nuove povertà. Don Ciotti (Libera): “Bisogna alzare la voce, su troppi temi sta scendendo un prudente silenzio”. Zappolini (Cnca):”Scuotere l’opinione pubblica e dare una lezione dal basso alla politica”. Grosso (Gruppo Abele): “La nostra voce non viene dal nulla”

Roma – Una rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità. Nasce “Numeri pari” una nuova realtà associativa fatta da tante e storiche organizzazioni che lavorano da anni sui temi del sociale: dalla povertà al tema dei migranti, fino al diritto alla casa e il fenomeno delle dipendenze da alcol e gioco d’azzardo. L’iniziativa promossa da Gruppo Abele, Libera, Cnca e Rete della conoscenza, è stata presentata oggi a Roma.
“L’idea è molto chiara: bisogna unire più che mai le nostre forze perché è il noi che vince – ha sottolineato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera Nomi e numeri contro le mafie -. In questo momento abbiamo il dovere di alzare la voce perché su molti temi sta scendendo un prudente silenzio. L’Italia e l’Europa non possono più procedere a doppia corsia: è necessaria quella rivoluzione culturale, etica e sociale che la classe politica stenta ancora a realizzare, e finanche a pensare”. Tra le tante emergenze il presidente di Libera ha ricordato il problema dei giovani, dei poveri e dei migranti: “chi è senza lavoro oggi non è libero – ha detto-. O alziamo la voce su questi temi o diventiamo complici”.
La rete Numeri Pari sarà articolata in nodi territoriali composti dai soggetti aderenti che, in maniera autonoma, portano avanti attività, vertenze e progetti sui territori, condividendo a livello nazionalel’impegno e gli obiettivi definiti in un documento di base, promosso da tutti isoggetti della rete. “Ho accolto con soddisfazione l’invito di don Luigi – spiega don Armando Zappolini, presidente del Cnca e portavoce dell’iniziativa – perché sentivamo da tempo l’esigenza di una reazione decisa per riprendere il senso di una strada. L’azione di tante realtà insieme deve servire a scuotere l’opinione pubblica davanti a drammi come quello della povertà e, al tempo stesso, deve dare una lezione dal basso alla politica. Chi è eletto dai cittadini non può fare gli interessi propri”. Numeri pari fa parte anche dei Movimenti popolari, che sono stati protagonisti del terzo incontro mondiale tenuto a Roma lo scorso 5 novembre su iniziativa di Papa Francesco.“La nostra non è una voce che viene dal nulla, ma che si fonda su una storia di anni – aggiunge Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele e co-portavoce dell’iniziativa -. In questi nove anni di crisi le persone in difficoltà economica sono triplicate. E sono oltre 350mila gli sfratti per morosità incolpevole. A livello locale il focus sarà soprattutto sul Sia, il sostegno all’inclusione attiva”.
Nel documento base delle organizzazioni sono racchiusi gli obiettivi del progetto. Innanzitutto l’impegno “sfratti zero” per contrastare le nuove povertà e sostenere il diritto alla casa. Si chiede poi un adeguamento del Fondo Nazionale Sociale” per la diffusione dei servizi  e l’affermazione su tutto il territorio nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza, senza discriminazioni regionali e locali” e di investire sull’infanzia con una maggiore promozione all’accesso agli asili nido e alla pre-scolarità per i bambini delle famiglie svantaggiate e donne sole. La terza richiesta riguarda l’istituzione del reddito di dignità, che metta finalmente al passo anche l’Italia con tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. “Si tratta non solo di superare lo “spezzatino” delle tante ma insufficienti, e a volte contraddittorie, misure assistenziali – scrivono i promotori – Il significato del reddito di dignità è più ampio: unisce a un doveroso atto di giustizia sociale l’occasione di riconnettere le risorse individuali e familiari alle esigenze scoperte delle comunità locali, restituendo protagonismo e autorevolezza sociale alle persone che vivono una condizione di marginalità e rischiano la deriva dell’emarginazione e della completa deprivazione sociale. Si chiede inoltre che la spesa sociale sia tenuta fuori dal patto di stabilità, proposta già avanzate dalle reti e campagne sociali in questi anni, e che ora diventa la condizione necessaria per mettere in condizione Comuni e Enti Locali ad investire nelle politiche sociali. Alla rete hanno già aderito centinaia di realtà tra cui Baobab Experience e Casa della Carità. (ec)



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