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Povertà: dieci proposte per renderla ‘illegale’ in Italia. Campagna ‘Miseria ladra’ di Libera e Gruppo Abele

06 Feb Povertà: dieci proposte per renderla ‘illegale’ in Italia. Campagna ‘Miseria ladra’ di Libera e Gruppo Abele

06.02.2014 | Ansa

Roma – Secondo l’ultimo Rapporto Istat, in Italia ci sono più di nove milioni e mezzo di poveri relativi, cioè di persone che vivono con 506 euro al mese e 4,8 milioni di poveri assoluti che vivono nella totale indigenza. Vuol dire che un italiano su quattro vive una situazione di povertà relativa o di totale indigenza. E secondo Eurostat, nel nostro Paese c’è un milione di minori in povertà assoluta. Lo ricordano le associazioni Libera e Gruppo Abele, promotrici della campagna “Miseria ladra” contro tutte le forme di povertà. Oltre 50 iniziative su tutto il territorio nazionale, più di 700 adesioni di associazioni e realtà sociali e Stefano Rodotà, Gad Lerner, Guido Viale, Gianni Minà, Cecilia Strada, Luisa Morgantini ed Emiliano Brancaccio tra i primi testimonial. “Abbiamo le risorse necessarie per uscire dalla crisi – commenta Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale di Miseria Ladra – bisogna solo cambiare l’ordine delle priorità. Per questo chiediamo al Governo di rimettere al centro le vere esigenze del Paese, visto che oggi la povertà è la peggiore delle malattie e la più grande illegalità dell’Italia”. La campagna avanza dieci proposte concrete per invertire la rotta nel contesto di una nuova politica economica che sappia rimettere al centro i diritti, il lavoro e la democrazia: 1) ricostituzione del fondo sociale e per la non autosufficienza, completamente azzerati; 2) moratoria dei crediti di Equitalia e bancari per chi è in difficoltà; 3) subito i pagamenti per chi fornisce servizi, beni e prestazioni; 4) agricoltura sociale, riconversione ecologica delle attività produttive attraverso i tagli alle spese militari, alle grandi inutili opere e abolendo i Cie; 5) sospendere gli sfratti esecutivi; 6) destinare il patrimonio immobiliare sfitto e quello requisito alla criminalità per usi sociali ed abitativi; 7) riconoscere la residenza ai senza fissa dimora per garantirgli l’accesso al servizio sociosanitario; 8) reddito minimo di cittadinanza; 9) difesa dei beni comuni e ripubblicizzazione dei servizi basici essenziali; 10) rinegoziazione del debito.



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