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Rai2: Rai 150 presenta “Fratelli d’Italia: don Milani-don Ciotti”

19 Jun Rai2: Rai 150 presenta “Fratelli d’Italia: don Milani-don Ciotti”

19.06.2012 | Adnkronos

Roma – Rai 150 presenta Fratelli d’ Italia: Don Milani – Don Ciotti, un programma ideato e condotto da Annalisa Bruchi, con Giancarlo Di Giovine e Gianluigi Attorre, regia di Andrea Bevilacqua, in onda giovedì 21 giugno alle ore 23.30 su Rai2. Conduce Annalisa Bruchi. Introdotto da un editoriale di Aldo Cazzullo.
Due sacerdoti scomodi al servizio degli ultimi. Don Lorenzo Milani e Don Luigi Ciotti, il passato e il presente, entrambi al servizio dei piu’ bisognosi, entrambi disposti a sacrifici e rinunce pur di portare avanti battaglie impossibili e vincerle a fianco degli ‘sconfitti’. ‘Preti rossi’, come spesso sono stati definiti, capaci di entrare in rotta di collisione con le istituzioni politiche ma anche con la Chiesa pur di affermare i loro principi di giustizia e dignità sociale.
Sono questi i Fratelli d’Italia in onda giovedì 21 giungo alle 23 e 30 su Raidue. In studio con Annalisa Bruchi, Don Ciotti si apre, si confronta con il passato, guarda al futuro e di Don Milani dice: ‘era un sacerdote capace di saldare la terra con il cielo e di sentire prepotente dentro di se’ il bisogno di dare la parola agli analfabeti per renderle persone libere, coscienti e responsabili’.
Mandato in ‘punizione’ in Mugello per la sue posizioni troppo radicali in merito all’educazione scolastica, Don Milani crea, nel paesino di Barbiana una sua scuola, trasformando il doloroso esilio in un esempio straordinario di recupero e alfabetizzazione di ragazzi esclusi dall’istruzione ‘ufficiale’.  Con la sua ‘Lettera ad una professoressa’ Milani grida il suo sdegno nei confronti di una scuola capace solo ‘di curare i sani e respingere i malati’. E come Don Milani si e’ battuto per educare, cosi’ Don Ciotti con la stessa determinazione affronta la sua missione a fianco dei drogati. A Torino nel ’73 fonda il gruppo Abele dal nome della prima vittima della storia umana. E da li’ l’impegno di Don Luigi cresce e con il fervore di chi non depone mai le armi, ingaggia la lotta delle lotte: quella contro la Mafia.
Nel 95 fonda Libera che oggi coordina 1500, gruppi, scuole, realta’ di base, territorialmente impegnate a diffondere la cultura della legalita’. Perche’ il nostro Paese dice Don Luigi : ‘ rischia di dimenticare. Le mafie ci sono ma cambiano continuamente le loro strategie , le loro modalita’ . Ma la forza della mafia sta fuori dalla mafia. Perche’ trova spazio e sfogo in quelle zone grige dell’economia, della finanza, delle professioni, della politica’.



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