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Rifugiati: a Torino una campagna per i loro diritti

22 Jan Rifugiati: a Torino una campagna per i loro diritti

rifugiati3Sabato 22 gennaio presso il Seminario Arcivescovile di Torino in via XX Settembre 83 è stata inaugurata la Campagna per la Residenza per rifugiati politici e titolari di protezione internazionale. La campagna è promossa dal coordinamento di Non solo asilo, associazione che si occupa dei diritti dei rifugiati, di cui fa parte Joli Ghibaudi, referente per il Gruppo Abele delle politiche sui rifugiati. “La Campagna per la residenza – ci spiega – è una richiesta al Comune di Torino per riconoscere a tutti i rifugiati politici e titolari di protezione internazionale diritti che il nostro sistema burocratico non garantisce, a partire dal diritto di residenza che è già riconosciuto ai Senza dimora”.
La presenza a Torino di persone titolari di protezione internazionale o umanitaria è da anni sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata dalla vicenda dell’occupazione della ex-clinica San Paolo e dalla presenza di decine di persone nelle strutture abbandonate di Via Paganini, Via Revello, Corso Chieri.
Dal rapporto della Fondazione Migrantes, facente capo alla Cei,  risulta che in Italia si sia verificato in quest’ultimo anno un crollo delle richieste di asilo. Dalle 30.145 del 2008 si è passati alle17.670 del 2009. Questa è una tendenza comune a molti dei paesi dell’area meridionale europea. Se in Italia il calo è stato del 42% va detto che la Turchia segue a ruota con il 40% e la Grecia con il 20%, mentre in aumento sono le richieste nei paesi del Nord Europa come la Germania. “La politica dei respingimenti in mare – ha detto mons. Perego, responsabile di Migrantes – rischia di ledere profondamente i diritti dei richiedenti asilo e la protezione internazionale, perché non permette di identificare i migranti e verificare la situazione personale”.
“Non sono solo i respingimenti» rilancia Ghibaudi, «la probabilità di ottenere il riconoscimento di Rifugiati Internazionali o Umanitari nei paesi del Mediterraneo è bassissima: in Grecia nel 2009 ha ottenuto questo riconoscimento solo lo 0.3% di coloro che hanno formulato una richiesta d’asilo”.
“A coloro che riescono ad ottenere il riconoscimento di rifugiato – continua – tocca poi una sorta di beffa: a Torino, così come in numerosi Comuni italiani l’acquisizione della residenza risulta particolarmente difficoltosa laddove non si può dimostrare l’esistenza di un domicilio stabile. Molti Rifugiati devono così cercare soluzioni alternative e spesso precarie di sopravvivenza”.
Quello che viene chiesto, tramite questa campagna, al Comune di Torino è di estendere ai rifugiati il diritto di residenza, esattamente come succede già ai Senza dimora. È una misura necessaria d’integrazione sociale. Serve per avere accesso al sistema nazionale sanitario; per poter indicare un indirizzo nel curriculm vitae e facilitare la ricerca di un lavoro; per frequentare la scuola guida e sostenere l’esame della patente; per poter seguire dei corsi di formazione e iscriversi all’università; per accedere ai servizi sociali; per accedere all’utilizzo dell’edilizia popolare; per aprire un conto in banca o una partita IVA; per accedere all’assegno per nuclei familiari con almeno tre figli minori.
In occasione del lancio della Campagna è stato anche presentato l’ultimo libro di Luca Rastello, edito da Laterza, La frontiera addosso – Così si deportano i diritti umani.
(toni castellano)



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