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Roma, incontro don Luigi Ciotti – M5S su reddito cittadinanza: “Rendere illegale la povertà”

22 Jan Roma, incontro don Luigi Ciotti – M5S su reddito cittadinanza: “Rendere illegale la povertà”

22.01.2015 | Ansa

Roma – Beppe Grillo e una delegazione parlamentare del Movimento 5 Stelle hanno incontrato nella giornata odierna Don Luigi Ciotti e i rappresentanti dell’associazione Libera. Oltre a Beppe Grillo erano parte della delegazione che ha incontrato Don Luigi Ciotti ed il direttore generale di Libera Enrico Fontana, il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, la capogruppo in Commissione Lavoro al Senato e prima firmataria del disegno di legge sul reddito di cittadinanza Nunzia Catalfo, il capogruppo M5S in Commissione antimafia Francesco D’Uva e il parlamentare M5S in Commissione Ambiente, co-firmatario della legge sugli eco-reati già approvata alla Camera, Salvatore Micillo. “L’incontro – riferisce un comunicato M5s – è nato in seguito allo scambio di lettere aperte tra Luigi Di Maio e don Luigi Ciotti a sostegno dell’approvazione da parte del Parlamento di una legge sul reddito di cittadinanza. E’ una proposta che è stata inserita dall’associazione “al primo posto del Manifesto conclusivo di Contromafie: perché criminalità organizzata e corruzione si sconfiggono davvero solo affermando diritti e dignità delle persone. Non ci siano spazi per l’intermediazione di mafie e corruzione perché vogliamo rendere illegale la povertà”. Il Movimento 5 Stelle ha inserito Don Luigi Ciotti ed i rappresentanti di Libera tra le personalità e associazioni da ascoltare in Senato durante la fase di approfondimento della proposta di legge. Il disegno di legge del Movimento 5 Stelle, attualmente in discussione in Commissione Lavoro, ha ricevuto la copertura delle Commissioni Bilancio di Senato e Camera e permetterebbe a 9 milioni di cittadini, che vivono sotto la soglia di povertà, di raggiungere un reddito di almeno 780 euro netti mensili. Non si tratta di una misura assistenzialista, ma di una vera e propria manovra economica che ridà speranza e dignità alle persone e nuova linfa al sistema economico del Paese. Chi ne usufruirà dovrà seguire un percorso di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro, che prevede anche un progetto di impegno settimanale per la collettività. Il Reddito di Cittadinanza va approvato immediatamente per rendere illegale la povertà e strappare milioni di cittadini dalle grinfie del potere di intermediazione delle mafie e del voto di scambio”.

Roma – “Ci ha fatto piacere incontrare oggi come Libera Beppe Grillo e la delegazione M5S presso la nostra sede nazionale. Abbiamo accolto volentieri la loro richiesta d’incontro perché condividiamo la preoccupazione sulla gravità di una crisi economica e sociale che sta moltiplicando nel Paese sofferenze, povertà, disuguaglianze e che alimenta mafie e corruzione”.Lo dice don Luigi Ciotti, che giudica il reddito di cittadinanza “una misura indispensabile per contrastare la povertà assoluta,l’esclusione sociale e il ricatto delle mafie”.

Roma – “Non a caso – dice Don Ciotti – abbiamo inserito al primo punto del manifesto conclusivo di Contromafie, che si è svolta a Roma nello scorso mese di ottobre, la richiesta di introdurre anche nel nostro Paese uno strumento, il reddito di cittadinanza o reddito minimo garantito, da applicare in modo sistematico, non emergenziale e non discrezionale per affrontare le difficoltà del momento che sta vivendo il Paese. Molti esperti ritengono che si debba andare in questa direzione, come sollecitato peraltro anche dal Parlamento europeo già nel 2010. L’Italia ci arriva tra gli ultimi paesi d’Europa. Ora bisogna fare bene e in tempi certi. Ci sono in Parlamento proposte di legge già presentate da M5S e Sel e abbiamo oggi espresso l’auspicio che si possano trovare quanto prima le indispensabili convergenze perché si arrivi all’approvazione di una buona legge. Nell’incontro abbiamo anche messo in evidenza tre questioni non marginali, da affrontare e risolvere insieme. Il primo problema è rappresentato da come, in questa fase, viene introdotto il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito. Non bisogna lasciarsi trascinare dalla volontà di fare un bel programma senza pensare per tempo agli aspetti applicativi. Gli interventi di distribuzione di sussidi economici sono di norma ritenuti poco in grado di promuovere inclusione sociale e promozione dei diritti. Non basta dare soltanto i soldi, insomma, se non vengono accompagnati da un forte sistema di servizi di sostegno. La povertà ha all’origine molte cause ed eliminare solo quella relativa alla mancanza di denaro è limitativo. Il secondo problema riguarda la difficile fase di transizione dall’attuale sistema al nuovo. Potrebbe non essere un passaggio indolore. E va gestito bene. Il terzo interrogativo riguarda la capacità dell’amministrazione pubblica di mettere in atto un insieme di servizi per accompagnare concretamente e quotidianamente le persone nel loro percorso sociale e culturale. Si tratta di costruire una risposta a problemi che riguardano la dignità e la libertà delle persone, di fronte alle diseguaglianze che aumentano e a una povertà fuori controllo. Non c’è bisogno di misure assistenziali né possiamo immaginare che il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito, sia la soluzione del problema. E’, però, una misura indispensabile nel breve periodo per contrastare la povertà assoluta, l’esclusione sociale e il ricatto delle mafie”, conclude.



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