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Roma: no agli sgomberi

01 Apr Roma: no agli sgomberi

Luigi Ciotti e il Gruppo Abele si uniscono alla richiesta dell’associazione per i diritti dell’infanzia “21 luglio”, che lavora per costruire percorsi di solidarietà sociale, umana, civile e culturale, nel rispetto dei principi della Convenzione internazionale Onu sui diritti dell’infanzia. Al Sindaco di Roma Gianni Alemanno e al Prefetto Giuseppe Pecoraro, l’associazione e i tanti firmatari chiedono di sospendere immediatamente ogni sgombero, che interessa le comunità rom e sinti all’interno del Comune di Roma, che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari, come si conviene ad un Paese come l’Italia.

«Democratico – sottolinea don Ciotti – è quel Paese che sa dare casa ai diritti e alle speranze di ogni persona. Quando i diritti di alcuni sono messi alla porta sulla base di semplificazioni e discriminazioni evidenti, ci allontaniamo dalla democrazia e tradiamo lo spirito della nostra Costituzione. Negli ultimi anni, troppo spesso le comunità rom sono state usate come “capro espiatorio” verso il quale indirizzare le paure e i pregiudizi della gente. Distruggendo i loro poveri insediamenti ci si illude di “sgombrare il campo” da problemi sociali assai complessi, che nulla hanno a che vedere con la faticosa esistenza di questo popolo. Si somma ingiustizia all’ingiustizia, insicurezza all’insicurezza». Conclude il presidente del Gruppo Abele: «Ripartire dall’ascolto è l’unica strada per conciliare accoglienza e legalità, diritti e doveri».

Appello: Non sgomberate i miei diritti
Ogni anno, a Roma, centinaia di bambini rom vengono sgomberati, assieme alle loro famiglie, dalle forze dell’ordine. Negli ultimi due anni e mezzo sono stati eseguiti 420 sgomberi di insediamenti informali e la maggior parte dei nuclei familiari è stata oggetto di tali provvedimenti più di una volta in questo breve lasso di tempo. Gli sgomberi effettuati si sono caratterizzati per il loro numero significativo, per la loro sistematicità e per la mancanza di reali ed efficaci soluzioni alternative per le persone interessate. Dalle attività di monitoraggio condotte dagli osservatori dell’Associazione 21 luglio sono emerse alcune caratteristiche ricorrenti negli sgomberi condotti, già rilevate nel passato da alcune organizzazioni che si occupano di diritti umani:
*  Nessuna notifica o comunicazione ufficiale scritta è stata rilasciata alle famiglie rom circa lo sgombero imminente, cosicché queste sono state colte decisamente di sorpresa;
*  Le forze di polizia non hanno prodotto alcun tipo di documentazione inerente allo sgombero, né durante né al termine delle operazioni;
*  Gli agenti delle forze di polizia incaricati di eseguire gli sgomberi erano spesso presenti in numero decisamente sproporzionato rispetto alla popolazione rom che intendevano allontanare;
*  In alcuni casi, gli agenti delle forze di polizia si sono resi autori di abusi verbali e fisici nei confronti dei rom interessati dallo sgombero;
*  Gli sgomberi, spesso, sono stati condotti in orari notturni o in avverse condizioni atmosferiche;
*  Le abitazioni e altri beni personali dei rom sono state arbitrariamente distrutti;
*  La maggior parte delle persone oggetto di sgombero non ha ricevuto una sistemazione alternativa. Nelle rare occasioni in cui una sistemazione alternativa è stata invece proposta, questa si è rivelata generalmente inadeguata per le condizioni strutturali del centro di accoglienza (centro comunale di via Salaria, 971) e per la divisione dei nuclei familiari;
*  Molti bambini rom sono stati costretti a interrompere la frequenza scolastica;
*  Tra le persone sgomberate è stata rilevata un’alta presenza di minori e, talvolta, di persone con gravi problematiche sanitarie.
Alla luce delle sopraelencate considerazioni, l’Associazione 21 luglio ritiene che gli sgomberi che hanno coinvolto a Roma la popolazione romanì nell’anno 2010 sono illegali violando quanto sancito da Comitato sui Diritti Economici, Sociali e culturali delle Nazioni Unite. Sono stati sistematicamente violati i diritti dei minori all’abitazione, all’integrità personale, alla salute, all’istruzione, nonché il divieto di discriminazione sancito dalla Convenzione Internazionale di New York sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata nell’ordinamento giuridico italiano dalla legge n. 176 del 27 maggio 1991.
L’ Associazione 21 luglio raccoglie firme a sostegno dell’appello “Non sgomberate i miei diritti”. Le firme raccolte verranno consegnate al sindaco di Roma e al Commissario straordinario per l’emergenza nomadi a Roma.

 

 Firma l’appello



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