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Rostagno, una vita per la vita

23 Sep Rostagno, una vita per la vita

Rostagno_per_sito_int (1)Ventidue anni fa, il 26 settembre 1988, in Sicilia, Mauro Rostagno veniva ucciso in un agguato mafioso.
Mauro – di cui pubblichiamo negli Analfabeti un emozionante ricordo della figlia Maddalena – ha vissuto tante vite, lasciandocele in eredità: la militanza politica a cavallo tra gli anni 60 e 70; la ricerca interiore come libertà dall’io, dalle sue pose e paure; l’attenzione per i fragili, gli apolidi, i rifiutati, gli “inadeguati”; l’impegno contro le mafie.
Filo conduttore di questo percorso: il sì alla vita, il desiderio di affermarla a dispetto di chi la nega, la spreca, la profana. Di chi la racchiude in levigate certezze, la riduce a rendita di posizione, la umilia nell’indifferenza e nella rassegnazione.
Lo ricordiamo nel modo che ci sembra a lui più consono: continuando a fare, e a fare sempre meglio, quello in cui Mauro credeva. Portandocelo dentro come uno scomodo talismano, una spina che impedisce l’acquiescenza e il quieto vivere.
“Noi non vogliamo trovare un posto in questa società – ha scritto un giorno – ma creare una società in cui valga la pena di trovare un posto”.



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