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Salute e contrasto alla corruzione. Focus sulle aziende sanitarie in Piemonte

13 Feb Salute e contrasto alla corruzione. Focus sulle aziende sanitarie in Piemonte

Immagine 20Si è conclusa la prima fase di “Salute obiettivo 100%”, iniziativa realizzata dalla campagna “Riparte il futuro” (Libera e Gruppo Abele) che ha previsto il monitoraggio delle aziende sanitarie locali per quanto riguarda il rispetto della legge n. 190/2012 sulla trasparenza e anticorruzione. Entro il 31 gennaio scorso, infatti, le aziende ospedaliere erano tenute a: dotarsi di un piano triennale anticorruzione; nominare il responsabile per la trasparenza e anticorruzione; pubblicare online le informazioni complete sui dirigenti (direttori generali, sanitari e amministrativi), con atti di nomina, curriculum e compensi.

I dati dell’ultimo monitoraggio fatto tra l’11 e il 14 febbraio scorso rivelano che, con una media del 97%, il Piemonte si attesta tra le regioni che hanno quasi raggiunto il massimo livello di trasparenza in ambito sanitario per i tre criteri considerati: infatti, su diciannove aziende sanitarie, nella nostra regione sedici hanno raggiunto il massimo livello di trasparenza. Quattro sono a Torino: Città della salute e della Scienza, Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano, San Luigi di Orbassano e Asl Torino 1. Nel resto del Piemonte, massima trasparenza anche all’Azienda Sanitaria Ospedaliera Croce e Carle di Cuneo, alle Asl CN1 e CN2, alle Asl TO4 e TO5, l’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio di Alessandria, alle Asl delle province di  Alessandria, Asti, Vercelli e infine l’Asl VCO del Verbano Cusio Ossola. Massima percentuale anche per i due poli novaresi dell’Asl 13 e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della carità.
Con una percentuale di poco inferiore, realizzando quasi tutti gli adempimenti previsti dalla legge n. 190 del 2012, si trovano a pari merito con il 96% l’Asl TO3 di Collegno e l’Asl TO2 di Torino. Ultima in classifica la Asl di Biella con il 48%, che per raggiungere l’obiettivo di trasparenza 100% deve rendere pubblico di essersi dotata del piano anticorruzione, di quello di trasparenza, rendere pubblici curriculum, atto di nomina e compenso del Direttore generale e pubblicare gli atti di nomina di ognuno dei due restanti vertici aziendali (Direttore amministrativo e sanitario). Il tempo per mettersi in linea con le disposizioni di legge non è tuttavia scaduto, perché – come ha precisato il responsabile scientifico della campagna, Leonardo Ferrante – esiste un margine di tempo tecnico di circa un paio di settimane per pubblicare le informazioni riguardanti i provvedimenti adottati. A breve ci sarà un nuovo aggiornamento, si spera quindi che le aziende rimaste indietro abbiano nel frattempo provveduto ad allinearsi con le altre. Intanto, l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha chiesto ai referenti della campagna Riparte il Futuro un confronto tra i dati raccolti grazie all’iniziativa “Salute – Obiettivo 100%” e i dati che risultano nei registri ufficiali. «Un primo esempio – hanno commento i responsabili della campagna – di come il monitoraggio sia stato utile alle Istituzioni per verificare chi ha rispettato le disposizioni di legge».

(anna laura anselmi)



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